Fondo PDIUM-PU-01 - Partito democratico italiano di unità monarchica - PDIUM

"Votate: Stella e corona" - [1953] "Battaglie agricole" - [1953] "Elettori monarchici" - [1953] "Elettori monarchici" - 1956 "Apertura della campagna elettorale" - 1958 Cambiale Achille Lauro - 1958 "Cittadini, impiegati, pensionati" - 1956 "Un marchigiano candidato alla Camera" - 1958 "Conti Pier Alberto" - 1963 "Italiani non dimenticate!" - 1963 "Patria famiglia lavoro" - 1953 "Vota il simbolo della fedeltà" - [1953] "Vota stella e corona" - 1963 "Mafalda di Savoia" - 1954 Ungheria - 1956 "Viale del tramonto" - 1956 "Votate Nicola Paone" 1956
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Area dell'identificazione

Segnatura/e o codice/i identificativo/i

PDIUM-PU-01

Denominazione o titolo

Partito democratico italiano di unità monarchica - PDIUM

Data/e

  • 1947-1968; 1971 con docc. 1930; [1945]-1946 (Creazione)

Livello di descrizione

Fondo

Consistenza e supporto dell'unità di descrizione (quantità, volume, dimensione fisica)

12 buste; 123 fascicoli e 3 registri.

Area delle informazioni sul contesto

Nome del soggetto produttore

(1954 giu. 2 - 1959 apr. 11)

Storia istituzionale/amministrativa

Il Partito monarchico popolare (PMP) si costituisce il 2 giugno 1954, per iniziativa di Achille Lauro, in seguito ad una scissione all'interno del Partito nazionale monarchico (PNM). I contrasti nascevano dal fatto che Lauro si proponeva come obiettivo la ricerca di un accordo con la Democrazia cristiana (DC) per la formazione di una maggioranza governativa di centro-destra, che riteneva necessaria anche per consolidare il proprio potere locale (soprattutto a Napoli), mentre il segretario del partito Alfredo Covelli era orientato a stabilire alleanze a destra con il Movimento sociale italiano (MSI). Inoltre Lauro, ricco armatore navale, non intendeva più finanziare con il proprio patrimonio un partito che si era data un'organizzazione costosa e di cui non aveva il pieno controllo. Alle elezioni politiche del 1958 il PMP ottiene un risultato migliore del PNM, con il 2,6% dei voti alla Camera (e con 14 deputati e 5 senatori), contro il 2,2% del rivale (con 11 deputati e 2 senatori). Sfumata anche la speranza del PMP di inserirsi nell'area governativa, inizia un progressivo riavvicinamento dei due partiti monarchici, che si conclude nel 1959 con la loro unificazione nel Partito democratico italiano (PDI), divenuto poi, nel 1961, Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM). Una frazione del PMP, contraria alla riunificazione e guidata da Antonio Cremisini, fonda il Movimento monarchico italiano.

Nome del soggetto produttore

(1946 giu. 13 - 1959 apr. 11)

Storia istituzionale/amministrativa

Il Partito nazionale monarchico (PNM) si costituisce il 13 giugno 1946, a pochi giorni dal fallimento dei monarchici al referendum del 2 giugno 1946, dalla fusione della Concentrazione nazionale democratica liberale con altri partiti, associazioni monarchiche e conservatrici. Fondatore e primo segretario del partito è Alfredo Covelli. Nel 1952 ha una prima scissione, con la nascita, stimolata dalla DC del Fronte nazionale monarchico di Giovanni Alliata Di Montereale e Alberto Consiglio. Il 2 giugno 1954 la componente interna del sindaco di Napoli, Achille Lauro, favorevole ad un'alleanza con la Democrazia Cristiana, linea osteggiata dal segretario Covelli che preferiva un'alleanza di destra col Movimento sociale italiano, esce dal partito e ne fonda uno nuovo: il Partito monarchico popolare (PMP). L'11 aprile 1959 il PMP ed il PNM si riunificano dando vita al Partito democratico italiano (PDI), che il 7 marzo 1961 assume la denominazione di Partito democratico italiano di unità monarchica.

Nome del soggetto produttore

(1959 apr. 11 - 1972 lug. 10)

Storia istituzionale/amministrativa

Il Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM) si costituisce l'11 aprile 1959 in seguito alla riunificazione dei due partiti d'ispirazione monarchica allora presenti in Parlamento, che si erano divisi circa cinque anni prima: il Partito nazionale monarchico (PNM) di Alfredo Covelli e il Partito monarchico popolare (PMP) di Achille Lauro. Il nuovo partito prende inizialmente la denominazione di Partito democratico Italiano (PDI), per poi modificarla il 7 marzo 1961 in quella, appunto, di Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM). Il 10 luglio 1972, il Consiglio nazionale del PDIUM delibera lo scioglimento del partito e la confluenza nel Movimento sociale italiano - Destra nazionale, mentre una piccola parte del partito, più legata all'ispirazione liberale e risorgimentale, rifiuta di entrare del MSI-DN e dà vita ad Alleanza monarchica. Il congresso del MSI-DN, nel gennaio 1973, introduce ufficialmente il nuovo nome nello statuto del partito, elegge segretario Giorgio Almirante, presidente Alfredo Covelli e presidente del Consiglio nazionale Achille Lauro dell'ex del PDIUM.

Storia archivistica

La documentazione conservata dal Comitato provinciale ANPI, riconosciuta di interesse storico di particolare rilevanza e sottoposta alla disciplina del D. l. 42/2004, comprende le carte dei Partiti monarchici attivi nella provincia di Pesaro e Urbino negli anni compresi fra il 1947 e il 1971. Intorno al 2010 l'ANPI incarica un'archivista per una ricognizione e i due nuclei sono riuniti e depositati all'ANPI. Le carte, in quell'occasione, sono state condizionate in 14 faldoni tutti uguali con indicazioni sul dorso di mano dell’archivista. Non è stata rintracciata documentazione che consenta di individuare le due donazioni di provenienza e non si riscontrano differenze nella tipologia delle carte e nelle serie relative ai due partiti. Non si hanno notizie dell'intervento del 2010, che ha lasciato scarse tracce con nuove denominazioni solo in alcuni fascicoli, né indici che possano fornire elementi per individuare l'ordinamento originario delle carte all’epoca delle donazioni. In pochissime camicie sono presenti inoltre interventi con la calligrafia di Renato Pezzolesi, Segretario del Comitato provinciale dell’ANPI e principale promotore della campagna di acquisizione di documentazione storica proveniente da privati e partiti. Il fondo non è stato studiato e non si riscontrano manipolazioni eccessive, salvo l’intervento del 2010. Il fondo comprende le carte del Partito nazionale monarchico e del Partito monarchico popolare, dal 1947 al 1959, e del Partito democratico italiano di unità monarchica dal 1959 al 1963, con alcune carte fino al 1971. E’ presente un titolario di classificazione per la corrispondenza, del PNM, e alcune camicie originali in cui si riscontra il rispetto del titolario, poi utilizzate anche dal PMP. Con la successione dei due partiti, PNM e PMP, nella stessa sede e poi anche del PDIUM, alcune camicie originali conservano la documentazione di tutti e tre i partiti, a prescindere dall’intestazione presente.
L'attività dei monarchici a Pesaro ruota intorno alla figura di Giuseppe Santini, le prime notizie infatti sulla presenza a Pesaro del Partito nazionale monarchico risalgono al 4 febbraio 1948 quando il Segretario nazionale del Partito, Alfredo Covelli, comunica l'individuazione del responsabile del Partito per la provincia di Pesaro nella persona dell'Avvocato Giuseppe Santini, seguite il 10 febbraio dalle dimissioni di Santini dall'Unione monarchica italiana. Con il trasferimento da Cesena a Pesaro e l'acquisto della moglie, Ofelia Moroni, del Palazzo Montani Antaldi, in via Passeri 72, Santini affitta dei locali all’interno del palazzo al PNM per stabilirvi la sede.
L’attività del Partito monarchico popolare (PMP) inizia a partire da giugno 1957, a tre anni dalla sua fondazione, quando il Commissario politico, Anacleto Grasso, inizia una ricognizione a Pesaro e a Fossombrone per individuare locali per la sede del Partito. Il 26 giugno Grasso riceve dalla Segreteria nazionale di Napoli un assegno di Lire 55.620 per un trimestre anticipato per l'affitto dei locali da adibire a sede provvisoria. Il 20 luglio 1957 Grasso può quindi comunicare al Questore e al Comandante dei Carabinieri la costituzione, in data 15 luglio, della Federazione provinciale del Partito monarchico popolare, con sede in Via Sabbatini, n. 4. Nel 1957 Santini lascia il Partito nazionale monarchico per il Partito monarchico popolare e, il 22 agosto 1957, comunica al Prefetto che gli è stato affidato l'incarico di reggere la Federazione di Pesaro del Partito popolare monarchico e sposta la sede del Partito da Via Sabbatini a Via Passeri 72. Superata la fase di transizione subentra come Commissario federale Giuseppe Bruni e dall'aprile 1958 viene nominato dalla Direzione centrale come Commissario della Federazione il Generale Ottavio Peano. Nella sede di Via Sabbatini rimane il Partito nazionale monarchico.
Alle elezioni politiche del 1958 il PMP, anche nella provincia di Pesaro, ottiene un risultato migliore del PNM. Dal 1959 l’attività del PNM è limitata, con Santini infatti quasi l’intera Federazione era passata al PMP e, al PNM rimangono solo nove iscritti. La federazione ha come Commissario provinciale “un carabiniere tale Bertolino” come lo definisce Santini che mantiene come riferimento la sede di via Sabbatini.
Nel 1959, quando i due Partiti monarchici si unificano, Santini si occupa delle questioni legate alle sedi, ai beni dei due partiti e soprattutto della situazione debitoria del PNM. Il 17 agosto 1959 Santini comunica alla Segreteria amministrativa del Partito democratico italiano che Rocco Bertolino ha consegnati i mobili della cessata Federazione del PNM. E’ quindi probabilmente in questa occasione che la documentazione dei due partiti si riunisce. Il Partito democratico italiano continua a mantenere la sede di Via Passeri, 72 al piano terra del Palazzo di proprietà di Santini. Dopo l’unificazione Santini è soprattutto impegnato ad affrontare i problemi derivati dai debiti accumulati dalla Federazione e nell’aprile del 1960 presenta le dimissioni da Commissario provinciale straordinario, lascia quindi progressivamente la politica attiva e si dedica allo Studio legale e alle sue proprietà terriere in Romagna. La corrispondenza viene gestita da una dipendente dello studio, spesso con solleciti da parte della Segreteria nazionale. Gli anni dopo l’unificazione sono poco documentati, per le elezioni del 1963 la campagna elettorale appoggia gli esponenti del Movimento sociale italiano e l’impegno dei monarchici è minore.

Modalità di acquisizione o versamento

Il fondo proviene dalle donazioni di Giacomo Mombello e Luciano Trebbi all'Iscop e all'ANPI. Entrambi hanno acquisito le carte in un'epoca in cui il Partito nazionale monarchico (PNM) e il Partito monarchico popolare (PMP), riuniti successivamente nel Partito democratico italiano (PDI), poi Partito democratico italiano di unità monarchica (PDIUM), non erano più attivi. A Giacomo Mombello le carte vengono donate da un collezionista, forse simpatizzante del Partito monarchico che, insieme alla documentazione raccolta nel corso della sua attività sindacale e politica, donerà all'Iscop nel 1988. Luciano Trebbi è un collezionista, da sempre molto attivo nel recupero di documentazione storica in particolare del periodo fascista e della seconda guerra mondiale. Da altri collezionisti viene a conoscenza della vendita di documentazione e arredi nella sede del PDIUM di Via Passeri a Pesaro e acquista per 100.000 Lire il materiale archivistico, le bandiere, timbri e targhe del PNM, del PMP e del PDIUM. Trebbi donerà all'ANPI la documentazione archivistica negli anni Ottanta, ma non ricorda la data in cui ha acquistato la documentazione e parla genericamente di "anni Sessanta", ma l'acquisto del materiale potrebbe essere avvenuto a fine anni Settanta o nei primi anni Ottanta, quando gli eredi della famiglia Santini, proprietari del Palazzo Montani Antaldi, sede del Partito, in vista della vendita alla Cassa di Risparmio di Pesaro, avvenuta nel 1983, ebbero bisogno di svuotare l'immobile.

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Ambito e contenuto

L’inventario, prevede una prima Serie con il massimo organo deliberante: il Congresso di cui tuttavia si conservano poche carte relative ai Congressi provinciali, e documentazione dei congressi nazionali. La seconda serie riguarda la Federazione provinciale e comprende i verbali delle riunioni, i rapporti con il Comitato regionale, le nomine dei commissari e fiduciari, la corrispondenza, l’attività della Federazione e l’attività sindacale. La terza serie comprende i fascicoli delle Sezioni del Partito nella provincia. La quarta e la quinta serie riguardano il il Movimento femminile e il Movimento giovanile. La sesta serie è relativa all’Organizzazione che comprende il tesseramento, le relazioni mensili alla Segreteria amministrativa nazionale e le elezioni con la propaganda elettorale. La settima serie è l’Amministrazione che comprende la gestione del personale, delle sedi e dei mezzi, la prima nota contabile e il carteggio amministrativo. Infine l’ottava e ultima serie è Stampa e propaganda con le circolari dell’Ufficio stampa, il materiale propagandistico e i notiziari.

Procedure, tempi e criteri di valutazione e scarto

Incrementi previsti

Criteri di ordinamento

Per la struttura dell’inventario si è rivelato utile il titolario per la corrispondenza del PNM, poi adottato dal PMP e successivamente dal PDIUM. Il rispetto del titolario si riscontra soprattutto negli anni 1957 e 1958, anni di maggiore attività del PNM, e riflette soprattutto il legame fra la Federazione provinciale e l’organizzazione centrale del Partito.
Il PDIUM ha ereditato le carte dei precedenti partiti e nell’ordinamento dei fascicoli si sono tenuti distinti i documenti (in particolare la corrispondenza fino al 1957 e la campagna elettorale del 1958) prodotti dal PNM e dal PMP all’interno delle rispettive serie, in quanto non si è riscontrata una diversa organizzazione di lavoro, soprattutto in considerazione del ruolo primario svolto da Giuseppe Santini come responsabile politico dei tre partiti.

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Lingua della documentazione

Scrittura della documentazione

Note sulla lingua e sulla scrittura della documentazione

Caratteristiche materiali e requisiti tecnici

Strumenti di ricerca

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