Paolo Chimeri nacque a Lonato, in provincia di Brescia, nel 1852, in una famiglia di tradizione musicale. Iniziò precocemente gli studi sotto la guida del padre e si trasferì a Brescia per perfezionare la formazione pianistica. Ancora bambino si esibì in pubblico; a dieci anni eseguì al Teatro Grande di Brescia una fantasia su temi belliniani, avviando una carriera musicale che lo avrebbe visto protagonista della vita culturale cittadina per oltre mezzo secolo.
Nel 1866 fu nominato istruttore del coro del Teatro Grande di Brescia. Nel 1869, insieme ad Antonio Bazzini e ad altri musicisti bresciani, fu tra i fondatori della Società dei Concerti di Brescia, istituzione destinata a svolgere un ruolo centrale nella diffusione della musica strumentale in città. Nell’ambito della Società assunse la direzione dell’orchestra e ne fu consigliere dal 1878 fino al 1934, contribuendo alla programmazione e alla stabilizzazione dell’attività concertistica locale.
Accanto all’attività direttoriale, svolse intensa opera didattica come insegnante di pianoforte e formazione musicale, formando generazioni di allievi. Tra i musicisti che beneficiarono del suo insegnamento si ricordano Giovanni Tebaldini, Giacomo Benvenuti e Arturo Benedetti Michelangeli. Fu inoltre attivo come compositore di brani pianistici, musica corale e romanze da salotto, in linea con il gusto musicale dell’epoca.
Morì a Brescia il 4 aprile 1934.
Per quanto riguarda il Circolo Papini, è utile richiamare i contenuti di un documento, redatto il 16 gennaio 1989 in risposta ad un questionario trasmesso dall'Archivio storico Immagini del presente(I): il Circolo è aperto tutti i giorni feriali dalle 14 alle 15 e dalle 18 alle 19, la riunione settimanale è prevista il giovedì sera.
È un’associazione «non riconosciuta» fondata nel 1981 come Centro di documentazione Napoleone Papini, che dal 1982 «diventa Circolo Culturale».
È intitolata a Papini (1856-1924), «che fu tra i promotori della Costituzione della Sezione Marchigiana della Prima Internazionale, tra i fondatori de “Il Martello” e partecipò alla “Banda del Matese” con Errico Malatesta».
Il Centro di documentazione si occupa inizialmente della raccolta di materiali di documentazione ed archivio mentre in seguito «sviluppa autonomamente varie tematiche culturali», in particolare l’antimilitarismo e l’anticlericalismo. Non prevede alcun organo direttivo; l’archivio, che è costituito da circa 500 libri, diverse migliaia di copie di riviste, giornali, opuscoli, ciclostilati, contiene documentazione prodotta dall'Organizzazione Anarchica Marchigiana - OAM, da gruppi anarchici italiani (dal secondo dopoguerra), dalla sinistra extraparlamentare delle Marche (1975-1980), dalla sinistra rivoluzionaria (dal 1968), nonché materiali relativi ad antimilitarismo e anticlericalismo. Nel questionario, inoltre, si riferisce che il Circolo ha curato la pubblicazione dei bollettini “Alta Tensione” (stampato dal Coordinamento comunista anarchico - CCA), "Traffico" e del "Bollettino dell’Associazione per lo Sbattezzo".
«La manifestazione organizzata dal Circolo e maggiormente conosciuta è il Meeting Anticlericale», che ha periodicità annuale, ma il Circolo ha organizzato ed organizza anche, a Fano, dibattiti, seminari, mostre, proiezioni di video e/o film relativi soprattutto alle tematiche dell’antimilitarismo e dell’anticlericalismo.
Il Circolo è in contatto con altri istituti limitatamente allo scambio di corrispondenza o materiale con altri archivi, «raccoglie alcuni archivi personali ma nulla di "Fondi archivistici ufficiali"».
Il Circolo risulta essere ancora attivo e non formalmente sciolto.
(I) Archivio Circolo Culturale Napoleone Papini, b. 128, fasc. 1 "Corrispondenza evasa".