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Severi, Benito
MdM_IT_P_00536 · Person · 1926 feb. 3 - 2013 feb. 5

Benito Severi nasce a Pergola il 3 febbraio 1926. Proviene da una famiglia di estrazione contadina e antifascista con simpatie anarchiche e comuniste. Completa la scuola primaria e successivamente l’avviamento professionale, ma fin dai 12 anni lavora nel piccolo appezzamento di terra dei genitori e dall’età di 16 anni, fino alla Liberazione, saltuariamente presso i mezzadri della zona. Dal 1944 al 1946 lavora come bracciante agricolo presso l’azienda forestale delle Cesane di Fossombrone, territorio comunale dove la famiglia si era spostata. Inizia ad occuparsi di politica nel 1944 e nell’inverno dell’anno successivo aderisce al Pci presso la sezione di Fossombrone. Poco dopo si occupa di stampa e propaganda nella cellula di San Martino al Piano e nel 1946 costituisce e guida una cellula comunista in una località limitrofa. Parallelamente si sviluppa anche la sua militanza nella Cgil dove è segretario della Camera del Lavoro di Fossombrone fino al 1958. In un frangente è anche membro della segreteria provinciale della Federmezzadri e primo segretario della Confederterra del mandamento di Fossombrone. Gli esordi in qualità di sindacalista lo vedono impegnato in serrate lotte a fianco alle filandaie, ai braccianti e ai disoccupati della zona. Come ricorda lo stesso Severi, si trattava di «quasi mille filandaie che lavoravano in cinque stabilimenti». A Fossombrone la lotta viene portata avanti insieme ad Alfio Tinti della corrente cristiana della Cgil (poi leader della Cisl ed esponente politico della Democrazia cristiana) dove si riescono a costituire le prime commissioni interne nelle fabbriche. Lo stesso vale per i braccianti, che subito dopo il periodo bellico raggiungono la cifra di 980 e sono coloro che «con il Comando Forestale e con le stesse amministrazioni locali hanno rimboscato la Cesana». Severi, in quell’occasione, viene eletto per la Cgil (dopo la rottura del fronte unitario con l’uscita della componente cristiana) con l’88% dei voti nella commissione interna. Tuttavia, è grazie all’unità sindacale con la Cisl, come riconosce lo stesso Severi, che si è giunti a stipulare un contratto per i braccianti. In quel periodo, si dispiega un serrato ciclo di lotte che riguardano gli operai disoccupati guidati dalla Camera del Lavoro in efficaci ‘scioperi alla rovescia’. Si assiste, tra l’altro, al rovesciamento di tutto il selciato di Fossombrone pur di creare cantieri di lavoro e ottenere remunerazioni per gli operai. Queste attività, nel periodo 1949-1950, non passano inosservate presentandosi come forme di disordine pubblico. Così, si assiste all’arresto di 21 operai fra cui lo stesso Severi che sconta tre mesi di carcere nelle celle di Urbino: un intero inverno con un vetro rotto ed unica coperta come ha ricordato in una sua testimonianza. Tali lotte si collegano alla richiesta di messa in atto del Piano del lavoro elaborato dalla Cgil nazionale guidata da Giuseppe Di Vittorio. Sul fronte più propriamente politico, nel 1948 Severi entra nel gruppo dirigente della federazione comunista di cui è membro fino al 1965, mentre nel 1951 è eletto consigliere provinciale, così come nel 1960. Nel 1958, dopo aver condotto la Camera del Lavoro in un ciclo di lotte che gli costano tredici denunce ed altrettanti processi, si conclude l’esperienza forsempronese di Severi che viene incaricato dalla Cgil provinciale di dirigere la Camera del Lavoro di Fano dove rimane fino al 1968. Qui le sue lotte riguardano in particolar modo «le lavoratrici degli ortaggi [alle quali] non si applicavano le tariffe e venivano trattate come schiave». Vi è poi il difficile, in prima battuta, rapporto con marinai e pescatori per strappare un contratto di lavoro, anche se le difficoltà maggiori riguardano gli edili dato che la stragrande maggioranza non riconosceva l’agibilità sindacale delle commissioni interne. Su questo fronte, che vede all’opera problematiche sia di carattere salariale sia inerenti al tipo di sviluppo edilizio della città di Fano, risulta importante il ruolo giocato dall’amministrazione locale all’interno della quale lo stesso Severi ha modo di operare per due consigliature. Nel periodo che va dal 1970 al 1982 – su un’indicazione generale, riguardante anche altri sindacalisti, della dirigenza comunista che faceva allora capo ad Enrico Berlinguer – vi è un passaggio dalle attività sindacali a quelle strettamente partitiche. Severi, ora membro del Comitato regionale del Pci, diventa responsabile dell’organizzazione provinciale del partito, che all’epoca significava curare i rapporti con le sezioni, interfacciarsi con gli amministratori locali, con le organizzazioni sindacali così come artigiane ed agricole. Successivamente, dal 1983 fino al 1990, anno che sancisce lo scioglimento del Pci dopo la caduta del Muro di Berlino, Severi ricopre incarichi amministrativi, sia nel consiglio comunale di Fano sia in quello di Fossombrone dov’era rientrato proprio nel 1983. È inoltre vicepresidente della Comunità Montana del Metauro. In questo frangente, peraltro, si distingue in qualità di rappresentante regionale degli emigrati marchigiani in Belgio, Germania e Francia e nei suoi ricordi non esita a rimarcare quanto l’attuale discorso sugli immigrati in Italia non dovrebbe prescindere dal «ricordare che anche noi lo siamo stati». Di particolare rilevanza, sempre in quegli anni, è il suo impegno, a fianco di Gianna Mengucci, in qualità di componente della commissione regionale sanità del Pci incaricato di seguire le vicende legate al varo del Piano sanitario regionale. Infine, è da segnalare anche l’esperienza di capogruppo di minoranza nel consiglio del piccolo comune di Isola del Piano. Dopo il pensionamento, continua a seguire per il Pds e poi per i Ds i problemi della sanità a livello locale. Successivamente aderisce al Pd. Muore a Fossombrone il 5 febbraio 2013.

MdM_IT_E_00104 · Corporate body · 1956-

La Federazione italiana dei lavoratori del legno, dell'edilizia e delle industrie affini si forma nel 1956 con l'unificazione della Federazione italiana lavoratori edili e affini con la Federazione dei lavoratori del legno, boschivi e varie.

Sindacato nazionale scuola
MdM_IT_E_00105 · Corporate body · 1967 -

La storia del sindacato dei lavoratori della scuola è molto complesso e accanto ai sindacati Confederali aderenti alla Cgil, Cisl e Uil sono attivi negli anni molti sindacati autonomi.
Con il Congresso fondativo, il 28 aprile 1946 nasce la Federazione italiana della scuola (Fis) che comprendeva i lavoratori della scuola di ogni ordine e grado, dopo la scissione del 1948 la Fis esce dalla Cgil.
Nel 1967 per iniziativa di un gruppo di insegnanti si riuniscono nuclei autonomi e a dicembre ad Ariccia si tiene l'Assemblea costitutiva del Sindacato scuola Cgil, in cui vengono eletti un Comitato nazionale e una Segreteria provvisori.
Nel 1968 e 1969 si animano le proteste con scioperi per l'assistenza sanitaria diretta e il riassetto di carriere e retribuzioni e in questa fase si sviluppa la fase costituente del sindacato scuola Cgil, con l'estensione sul territorio della rete dei gruppi promotori, nei quali prevalgono gli insegnanti medi e nuclei di "non docenti". Il 17-20 dicembre 1970 si tiene il I Congresso del Sindacato Nazionale Scuola Sns-Cgil e il 23-26 maggio 1974 il II Congresso (a Pesaro il 30 aprile).

Fo, Dario
MdM_IT_P_00560 · Person
MdM_IT_E_00112 · Corporate body · 1972 - 1974

Partito politico italiano di sinistra radicale fondato nel dicembre 1972 mediante la confluenza di due distinti soggetti politici, il Nuovo Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) e Alternativa Socialista. Nel 1974 si fonde con il gruppo del Manifesto divenendo il Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.

Pulisca, Antonio
MdM_IT_P_00565 · Person · 1922 apr. 22 -

Nasce il 20 aprile 1922 a urbino. Entra come funzionario della Cgil è registrato il primo gennaio 1951. Nel 1952 partecipa al corso regionale marchigiano di un mese alla scuola Marabini di Bologna. Il giudizio che il partito dà della sua formazione è lusinghiero: lo descrive come «serio, socievole, disciplinato», molto attaccato al partito, impegnato nello studio, dove dimostra capacità di assimilazione, concretezza e una discreta capacità critica e autocritica. Nel 1953 è nominato alla Camera mandamentale di Cagli, in una zona assai povera di quadri di partito e sindacali. Dopo aver lasciato l’incarico per tentare di mettere su un’attività di stoffe senza successo, nel 1956 riceve una seconda nomina alla segreteria della Camera mandamentale di Cagli. Nel 1957, in un documento è invece indicato come referente della Camera del lavoro di Fossombrone. Elio Salvi in un’intervista testimonia invece che egli rimane a Cagli fino al 1959. Nel 1960 è tra i delegati della Federmezzadri al Congresso provinciale della Camera del lavoro per Fossombrone. Nel 1963 risulta componente della segreteria della Federmezzadri. Nel 1964 è segretario della Federmezzadri di Fano.
Nel 1969 è eletto nel Comitato direttivo della Camera del lavoro provinciale in occasione del VII Congresso, in qualità di segretario della Federbraccianti. Al Congresso del 1973 è eletto nel Comitato direttivo provinciale della Camera del lavoro in quanto segretario provinciale della Federbraccianti.
Nel 1975 è nominato segretario provinciale del Sindacato pensionati. Risulta inoltre nel Direttivo dell’Associazione provinciale agricola.

Gaudenzi, Carlo
MdM_IT_P_00545 · Person · 1919 nov. 22 - 2004 nov. 11
Funzione pubblica - Fp
MdM_IT_E_00117 · Corporate body

Il sindacato della Funzione pubblica (Fp) viene istituito con il Congresso di Rimini del 14-18 aprile 1980 a cui aderiscono i lavoratori del pubblico impiego, della sanità privata e del settore socio-sanitario educativo.

La storia dei sindacati precedenti relativi agli specifici settori è molto complessa. Il primo sindacato a costituirsi è quello degli statali nel 1945 sotto la sigla Fnds, e con il Congresso del 1955 il sindacato degli enti locali e quello degli ospedalieri si uniscono in un'unica categoria: la Federazione nazionale dipendenti enti locali e ospedalieri (Fndelo) che negli anni successivi accresce e modifica le proprie funzioni, di cui l'ultimo significativo della Federazione lavoratoti enti locali e sanità (Flels).

Negli anni rimangono sempre evidenti i tre raggruppamenti principali: enti locali, ospedalieri e nettezza urbana e aziende municipalizzate fino alla costituzione della Funzione pubblica.

Manna, Luigi
MdM_IT_P_00579 · Person · 1905 gen. 7 -

Nasce il 7 gennaio 1905 in una famiglia di commercianti ambulanti: il padre ha tendenze anarchiche, la madre è cattolica. Ottiene come titolo di studio la quarta elementare. Milita nell’Azione Cattolica dalla nascita fino al 1940, rivestendo la carica di presidente locale per diversi anni. Si specializza come falegname carradore, Durante il fascismo lavora per proprio conto oppure per alcune ditte in Africa. Si sposa e ha due figli. Dal 1939 al 1942 emigra in Germania per lavoro, venendo rimpatriato per motivi disciplinari, avendo protestato sulle condizioni lavorative. Durante questo soggiorno avviene la sua conversione dalla fede cattolica al comunismo. A segnarlo è un episodio, che racconta in un’intervista rilasciata nel 1985. Aveva incontrato dei prigionieri russi e a uno di loro aveva offerto pane e salame. Questo aveva chiesto un coltello e aveva diviso il poco cibo con tutti i nove compagni. «Io cattolico se mi avessero dato un pezzo di pane e un pezzo di salame l’avrei dato agli altri o l’avrei mangiato di nascosto dove non mi vedeva nessuno con la fame che c’ho», si chiede. «Allora è più civile di me». Questa immagine di solidarietà lo avvicina al comunismo. Partecipa alla guerra di liberazione, collaborando al Comando partigiano di Fano. In questa veste partecipa al disarmo di alcuni carabinieri. Finita la guerra, dal 1945 è attivista della sezione di San Costanzo e responsabile di organizzazione. Qui diventa molto popolare tra i contadini della Valle del Metauro. Dal 1946 è attivista di Federazione. Per due anni è responsabile ad Orciano. Nello stesso periodo è nominato membro della commissione provinciale di organizzazione. Nel 1949 viene condannato insieme ad Adolfo Cenci per avere duramente condannato la repressione della manifestazione mezzadrile del 29 luglio. Nello stesso anno viene incaricato del ruolo di segretario della sezione Pci di Fano e, per due anni, anche di quello di segretario della locale Camera del Lavoro. L’anno successivo diventa responsabile di organizzazione della Federmezzadri provinciale. Nel 1952, al Congresso provinciale, viene nominato delegato provinciale al Congresso nazionale della Federmezzadri. In questi anni incorre in un nuovo arresto, in seguito alle manifestazioni condotte nel Montefeltro e nella valle del Metauro, intorno al rinnovo del patto colonico. Nel 1960 è tra i delegati della Federmezzadri al VI Congresso provinciale della Camera del lavoro. In questa occasione viene nuovamente eletto nel comitato direttivo. La nomina gli viene confermata al Congresso successivo, nel 1963. Nel 1963 è all’Ufficio contratti e vertenze della Camera del lavoro. Dal 1951 viene eletto consigliere provinciale, carica che ricopre per svariati mandati fino al 1970.

Ognibene, Renato
MdM_IT_P_00580 · Person · 1928 mar. 1 - 2007 lug. 11

Renato Ognibene è nato a Modena in una famiglia di antifascisti, a sedici anni lascia la scuola per aderire alla Resistenza, è Partigiano combattente nella Brigata "Aristide", che opera nella zona di Carpi. Dopo la Liberazione riprende gli studi, ma ben presto diventa un dirigente delle Associazioni contadine della CGIL.
Deputato del Partito Comunista Italiano, eletto nel collegio di Parma, dal 1963 al 1972, nella IV e V legislatura, Ognibene fu anche, dal 1978 al 1986, consigliere del Comitato economico sociale dell'Unione Europea. Per anni ha anche operato, al fianco di Omar Bisi, come vice presidente dell'ANPI di Modena. Prima della malattia che l'ha costretto al ritiro e che lo ha portato alla morte, Renato Ognibene aveva avuto modo di dichiarare "...nella vita di una persona, come nella vita di una nazione, ci sono alcuni valori che non si vendono e non si comprano, che non si cedono. Ecco perché la riaffermazione dei valori della Resistenza nella realtà di oggi, a cominciare dalla pace, è il terreno per la costruzione di un rinnovato patto tra le generazioni".
Ognibene ha partecipato alla Costituente Contadina ed è stato vicepresidente nazionale della Confederazione italiana coltivatori (Cic). Ha ricoperto anche la carica di presidente nazionale dell’Inac, il Patronato della Cia.

Fanelli, Bino
MdM_IT_P_00581 · Person · 1934 mar. 27 -

Nasce ad Acqualagna nel 1934 in una famiglia di origini contadine. La sua formazione politica e sindacale inizia in Umbra, a Gubbio, dove rimane fino al 1954. La prima esperienza nella Cgil è nella Federmezzadri, si avvicina al Partito comunista, ma con posizioni moderate. Emigra in Lussemburgo, quando torna per le ferie dopotre anni gli viene proposto di diventare segretario della Camera del Lavoro di Pergola e vi rimarrà dal 1960 al 1967; successivamente è attivo nella Federmezzadri provinciale, di cui è firmatario, in qualità di segretario, dell’accordo Provinciale intersindacale sulla mezzadria siglato il 21 luglio 1970 presso la sede dell’Unione provinciale degli Agricoltori. Nel 1974 è membro della segreteria provinciale della Camera del Lavoro e nel 1975 segretario della Filtea.

Giannini, Secondo
MdM_IT_P_00583 · Person · 1920 ott. 17 -

Nasce a Macerata Feltria il 17 ottobre 1920, in una famiglia di coltivatori diretti. Ha tre fratelli e una sorella. Dopo aver frequentato le scuole elementari inizia a lavorare nel podere di famiglia. Durante la seconda guerra mondiale è mandato in servizio a Fiume dal 1940 al 1943. L’8 settembre lo sorprende a Monfalcone, mentre sta tornando nella città istriana dopo un periodo di licenza. Con un viaggio rischioso, approfittando della confusione, riesce a ritornare a casa, dove attende la fine della guerra, riprendendo il lavoro nel podere di famiglia. Nel frattempo lavora come operaio edile, impiego tenuto fino al settembre del 1947. Subito dopo la liberazione si iscrive al Pci e si impegna nell’organizzazione delle leghe contadine. Il suo status sociale di piccolo proprietario non è in contraddizione con la scelta. In realtà la disgregazione della proprietà fondiaria e l’arretratezza delle campagne avvicinava le condizioni di piccoli proprietari e mezzadri. Entra nel frattempo nella Camera del Lavoro per il Mandamento di Macerata Feltria, costituita nel 1944 da Mario Martini. Quella maceratina costituisce una realtà emblematica della campagna dell’entroterra pesarese che presenta scarsa produttività, una conduzione tecnicamente arretrata, ancestrali rapporti tra i padroni e i mezzadri. Vi sono tutti gli elementi perché il territorio venga coinvolto nelle agitazioni mezzadrili, che uniscono la richiesta dell’applicazione del Lodo De Gasperi alle rivendicazioni per una generale riforma dei patti agrari, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l’abolizione delle regalie. Il 10 settembre 1947 Secondo Giannini viene incaricato di guidare la segreteria mandamentale di Macerata Feltria. Vive così da protagonista questa stagione di lotta, culminata nel celebre episodio del “sequestro dei padroni” del 28 dicembre 1947. Egli infatti sarebbe stato denunciato e rinviato a giudizio, ma successivamente assolto per insufficienza di prove. La dimostrazione viene fortemente criticata dalla Federmezzadri provinciale per le azioni messe in atto – blocco delle principali strade e occupazione dell’ufficio postale – e per gli effetti controproducenti, come la mole di disdette che colpiscono molti mezzadri, costringendoli a emigrare. Per le sue qualità organizzative Secondo Giannini tuttavia non solo viene confermato alla segreteria per altri cinque anni, ma sostituisce Giovanni Costantini alla direzione del locale sindacato mezzadri. Negli anni successivi anima alcuni “scioperi alla rovescia”, in particolare sulla strada del Fossatone che congiungeva il comune con Montegrimano e Mercatino Conca. Subisce una nuova denuncia e questa volta una condanna per una manifestazione di solidarietà con gli eccidi di Melissa. Nel 1953 è chiamato nella Camera del Lavoro provinciale per dirigere il sindacato degli edili, dove continua a sostenere nuovi scioperi alla rovescia per la strada panoramica appena cominciata; dal 1957 al 1969 viene chiamato a guidare il sindacato dei braccianti, nella cui segreteria era entrato fin dal 1955, e l’Alleanza contadina, che contende alla Coldiretti l’organizzazione dei coltivatori diretti, riuscendo a radicarsi in alcune realtà, soprattutto in seguito alla progressiva trasformazione dei contratti mezzadrili in affitti. «Quando sono andato a lavorare là non c’era niente, nessun gruppo, nessuna organizzazione» ha ricordato in un’intervista, rilasciata all’inizio degli anni Duemila. Nel 1969 Secondo Giannini costituisce a Fano una cooperativa che si occupa della commercializzazione del cavolfiore, particolarmente diffuso nel territorio. Ben presto l’organizzazione supera i mille soci, ma si trova in una difficile situazione finanziaria. Riesce a superarla solo grazie all’intervento dell’Ente di sviluppo regionale che le affida la gestione della centrale ortofrutticola di Fano.
All’attività sindacale Secondo Giannini affianca quella politica. Si iscrive al Pci fin dal 1945. L’anno successivo è nominato segretario nella sezione di Santa Maria Valclava, attività che mantiene fino al dicembre del 1949. Nello stesso anno diventa membro del Comitato federale del Pci. Nel 1964 è candidato alle elezioni comunali del Pci di Pesaro, venendo eletto. Nel 1970 entra invece in Consiglio provinciale dove resta in carica cinque anni. Dal 1975 al 1980 torna a essere consigliere nel consesso comunale di Pesaro.

Magni, Vittorio
MdM_IT_P_00586 · Person · [192-?]-

Componente per il partito comunista della Segreteria nazionale della Federmezzadri.

Federbraccianti
Corporate body

La Federbraccianti si costituisce a Ferrara al Congresso che si tenne dal 25 al 29 gennaio 1948. La Federbraccianti era uno dei quattro sindacati aderenti alla Confederterra, nata a Bologna nell'ottobre del 1946, subentrata alla Federterra che, dal 1901 al 1945, aveva riunito tutti i lavoratori dell'agricoltura. La Federbraccianti rappresenta gruppi del proletariato agricolo come gli avventizi, le mondariso e i salariati fissi. Le forme di lotta adottate nel secondo dopoguerra si intrecciano con la lotta politica facendo pressione sui governi per riformare i metodi di distribuzione del lavoro e per contrastare il caporalato. Dopo la scissione sindacale, nel 1948, il governo attraverso fenomeni di clientelismo favorisce la crescita del sindacato cattolico e la Federbraccianti spinge per forme di resistenza a oltranza, arrivando al boicottaggio degli uffici del lavoro e l'elezione diretta dei collocatori. Queste azioni porteranno al contrasto con la CGIL di Di Vittorio che nel 1949, scavalcando la Federbraccianti, troverà un accordo con il Governo. La Federbraccianti riuscì a imporre il diritto di trattare a livello nazionale per estendere le conquiste normative delle aree territoriali più forti agli operai agricoli di tutto il paese. Nel 1949 si ha il primo accordo nazionale, seguito dal Patto nazionale per i braccianti del 1950 e quello per i salariati fissi del 1951. Nonostante I primi accordi nazionali non segnino avanzamenti significativi, rappresentano comunque il riconoscimento formale della forza del sindacato in un periodo storico che vede la repressione degli scioperi con le armi e che causano nell'arco di pochi anni, dal 1945 al 1954, 109 morti, 148.269 arresti e 61.234 condanne. Lo sforzo del sindacato e del Partito comunista fu quello di contenere la violenza nella lotta politica e sindacale.

Maiani, Michele
MdM_IT_P_00517 · Person · 1962 giu. 25 -

Nato a Montecerignone.

Corporate body

Il Sindacato nazionale dei professori d'orchestra si costituisce a Firenze con il Congresso del 1946, fissa la sede a Roma insieme alla Federazione italiana lavoratori dello spettacolo (Fils-Cgil) a cui è affiliato. Nel primo congresso viene decisa la costituzione di un albo professionale per comprendere i professori d'orchestra stabilendo i criteri per l'ammissione. Viene anche stabilito che il collocamento venga sottoposto al controllo del Sindacato provinciale. Le prime carte del Sindacato provinciale professori d'orchestra di Pesaro, risalgono a un registro di cassa del 1947 e nel 1948 si fa riferimento alla "Cooperativa lavoratori dello spettacolo Pesaro" . Il Sindacato provinciale professori d'orchestra si occupa del collocamento degli orchestrali su richiesta di Teatri e Enti lirici e stipula i contratti. La Legge n. 264 del 1949 introduce un cambiamento e vieta espressamente l'esercizio della mediazione e successivamente, in considerazione delle particolari esigenze di lavoro nel mondo dello spettacolo, il D.P.R n. 2053 del 1963 istituisce gli Uffici speciali alle dipendenze del Ministero del lavoro e previdenza sociale che diventando l'unico tramite per il collocamento. Questa norma è contestata e nella relazione presentata al Congresso nazionale Fils del 29 ottobre 1959 si sottolinea come "l'aver sottratto completamente alla naturale competenza sindacale l'avviamento al lavoro nel settore dello spettacolo" sia la causa dell'inadeguatezza dell'Ufficio speciale a valutare le competenze necessarie per l'esercizio della professione. Nonostante le riforme normative il Sindacato provinciale di Pesaro si occupa del collocamento fino a tutto il 1957. I primi contratti presenti nel Fondo risalgono al 1955 e sono firmati per il Sindacato dal Prof. Enzo Lupi. La Segreteria provinciale è affidata al violoncellista Alfredo Lancione coadiuvato dalla violinista Jole Angelotti.

Rossini, Massimo
MdM_IT_P_00613 · Person · 1941 nov. 7 -

Massimo Rossini nasce in Ancona nel 1941 in una famiglia antifascista, il padre fa il panettiere ed è anarchico, la madre, casalinga, è di famiglia comunista, con una sorella fra le fondatrici del partito in Ancona. Il padre era sindacalista e nei primi anni del dopoguerra riesce a mobilitare i panettieri per ottenere una giornata di riposo settimanale. Il contesto famigliare favorisce l'avvicinamento di Massimo al Partito comunista e alla Cgil. Si iscrive alla Fgci giovanissimo, a quindici anni ha la sua prima tessera, ed è attivo nell'attività politica soprattutto durante le campagne elettorali. Inizia a lavorare come fabbro e poi come idraulico già prima dei quattordici anni, si sposta per conto di una ditta di Ancona in tutta Italia fino a 19 anni. All'interno della Ditta è attento a difendere le condizioni di lavoro e a ottenere per se e per tutti gli altri dipendenti gli adeguamenti della contingenza. Nel 1961 arriva a Pesaro per lavoro e, dopo aver trovato la fidanzata e messo su famiglia, vi si ferma a vivere. Inizia a lavorare nel 1974 all'Azienda municipalizzata del gas e diventa subito delegato per poi entrare nella segreteria della Fnle (Federazione nazionale lavoratori dell'energia). Nel 1995 con il suo pensionamento passa nel direttivo dell Spi per poi diventare presidente della Lega di Pesaro.

Giraldi, Aitanga
MdM_IT_P_00624 · Person · [194-?]-

Responsabile nazionale del Coordinamento donne pensionate SPI.

Papili, Orlando
MdM_IT_P_00626 · Person · 1929 nov. 13 - 1985 ago. 15

Nasce in Ancona dove frequenta le scuole fino alla terza media, proseguendo poi da autodidatta. A soli 14 anni entra ne Fronte della gioventù nelle file delle avanguardie garibaldine, nel 1949 si iscrive alla Fgci , di cui sarà dirigente per oltre quindici anni. Nel 1956 e 1957 frequenta i corsi della scuola del Pci e nel 1959 diventa funzionario della Cgil. L'attività nel partito comunista prosegue parallela a quella nella Cgil fino a entrare nei quadri della Cgil regionale nel 1969. Nel 1971 diventa segretario provinciale della Fiom di Ancona e nel 1978 entra nella direzione regionale della Fiom. Lascia la Fiom nel 1983 quando va in pensione, per poi occuparsi dello Spi. Muore a Senigallia il 15 agosto 1985.

Vertenzi, Fausto
MdM_IT_P_00630 · Person · 1955 mar. 18 -

Nato a Roma.

Baffioni, Elio
MdM_IT_P_00649 · Person · 1950 lug. 16 -

Nato a Urbania (PU) ha frequentato il primo anno dell'Istituto tecnico di Urbino per poi andare a lavorare a 16 anni nel settore edile, dal 1973 al 1977 ha lavorato alla Benelli Armi di Urbino per poi passare alla Cgil, in applicazione della Legge 300 Statuto dei lavoratori, in aspettativa. E' stato fino al 1980 dirigente della Fillea per il Montefeltro e l'alta valle del Metauro, dal 1980 al 1984 Segretario provinciale della Federbraccianti, dal 1984 al 1992 Segretario della Camera del lavoro di Urbino e dal 1992 Segretario provinciale Fillea e dal 1996 coordinatore regionale della Fillea delle Marche.

Corporate body · 1944 mag. 13 - 1983 dic.

Una prima organizzazione dei bancari nasce a Bari nel maggio del 1944 con l'obiettivo di riunire tutti i sindacati nati in Italia nei diversi Istituti bancari. Dopo il Patto di Roma, del giugno 1944, il primo passo della Cgil fu quello di riconoscere il Sindacato nato a Bari, e il 3 novembre 1944 si costituisce la Federazione italiana dipendenti aziende di credito (Fidac). Il nuovo sindacato parteciperà al Congresso unitario della Cgil a Napoli a gennaio 1945.
Il Congresso fondativo della Fidac si svolge a Bologna dal 26 al 2 febbraio 1947, in quella sede venne approvato lo Statuto e definita la piattaforma contrattuale. Dopo la scissione del 1948 in un primo momento la componente cristiana decide di rimanere nella Fidac, ma a dicembre 1948 ci sarà la scissione e la componente democristiana formerà la Federazione autonoma bancari italiani (Fabi). Al Congresso del 1949 gli iscritti subirono una perdita significativa passando da 56.000 a 24.500 e calando ancora nel 1950, per un'inversione di tendenza si dovrà aspettare la metà degli anni Sessanta. Nel IX Congresso, la FIDAC-CGIL inizia a riflettere sul ruolo della categoria e sull’aggregazione inevitabile fra settori similari. Si avvia così il percorso che si concluderà nel dicembre 1983 a Roma, con il Congresso che deciderà l’accorpamento delle categorie dei bancari, degli esattoriali, degli assicurativi e dei lavoratori della Banca d’Italia: nasce la FISAC-CGIL.

De Tomaso, Alejandro
MdM_IT_P_00659 · Person · 1928 lug. 10 - 2003 mag. 21

Nato a Buenos Aires, il padre di origine italiana, era un eminente uomo politico argentino, la madre apparteneva ad una delle famiglie proprietarie terriere più facoltose dell'Argentina. Da giovane De Tomaso assume impegni politici, ma si appassiona alle corse automobilistiche. Inizia a correre con una Bugatti Tipo 35 e ottiene i primi risultati con la Maserati.
A seguito delle vicende argentine del secondo dopoguerra, inizia la disfatta economica della famiglia De Tomaso. Per l'attività contro il regime Peron De Tomaso viene arrestato e, successivamente, decide di riparare all'estero, lasciando in Argentina la prima moglie Lola Guiraldes, dalla quale aveva avuto tre figli.
Giunto in Italia, nel 1954, cercò di mettere a frutto la sua esperienza nell'automobilismo, anche sull'onda dei successi ottenuti da vari piloti argentini, quali Fangio e González, all'epoca nel pieno della popolarità. Nel 1955 e nel 1956 viene ingaggiato dalla Maserati e nelle tre stagioni successive corre per la OSCA dei fratelli Maserati, con l'aiuto dei quali impiantò una piccola officina per elaborazione dei motori.
Conosce una pilota, Elizabeth Haskell, sorella del presidente della Rowan Controller Industries di Oceanport, grande azienda statunitense produttrice di sistemi e apparecchiature elettriche per automobili, partner commerciale di Ford e GM, che diventa la sua seconda moglie e che gli apre la strada per le sue future imprese.
Nel 1959, con l'appoggio finanziario della Rowan Industries, la sua piccola officina diventa la Automobili De Tomaso che in breve tempo inizia la costruzione di vetture da competizione destinate ai piloti privati e, nel 1964, anche di automobili in piccola serie.
Da questo momento, grazie anche all'aiuto della Ford, De Tomaso inizia ad intraprendere una vorticosa serie di contatti che lo portarono ad acquisire un numero impressionante di celebri aziende in crisi e gestite dalla GEPI. Fra queste la Maserati, marchi storici come Ghia e Vignale nel settore delle carrozzerie, Innocenti e Maserati in quello automobilistico, oltre a Benelli, MotoBi e Moto Guzzi in quello motociclistico.
La filosofia industriale di De Tomaso contemplava un approccio particolarmente aggressivo al mercato che si materializzava nel proporre numerosi prodotti ad alto valore d'immagine, come la Benelli Sei e la Maserati Biturbo, che per le loro qualità fortemente innovative riuscivano sempre a scatenare un sostenuto dibattito della stampa. Impreziositi dalle indubbie doti tecniche e molto curati sotto l'aspetto estetico, i modelli erano però generalmente afflitti da vari difetti di gioventù, determinati dalle brevi fasi di sperimentazione e collaudo cui erano sottoposti. Ciò comportava il rapido declino dei modelli, dopo l'iniziale e lusinghiero interesse degli acquirenti.
Nel 1993, Alejandro De Tomaso venne colpito da una grave malattia che lo obbliga a ritirarsi dall'attività aziendale, portandolo alla morte nel 2003 all'età di 75 anni; è sepolto nel cimitero di San Cataldo a Modena, dove sono anche sepolti Dino ed Enzo Ferrari.

Democrazia cristiana - DC
MdM_IT_E_00124 · Corporate body · 1942 dic. 15 - 1994 gen. 18

La ricostruzione del partito cattolico avviene tra il 1942 e il 1943, attorno ad ex dirigenti del Partito popolare come Alcide De Gasperi, Giuseppe Spataro, Mario Scelba, Pietro Campilli e a giovani cattolici come Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giulio Andreotti. La Democrazia Cristiana che aderisce al CLN e partecipa alla lotta di liberazione antifascista. La DC propugnava nel suo programma la democrazia parlamentare e l’autonomia politica e amministrativa degli enti locali, mentre difendeva i valori e il ruolo della famiglia e rivendicava la libertà dell’insegnamento privato; sul piano sociale si impegnava a limitare l’accentramento della ricchezza capitalistica e a sostenere la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. La DC, partito interclassista e popolare, la cui matrice cattolica si accompagnava a una visione della politica sostanzialmente laica, si configura subito come forza di governo e di centro, costruendo la propria base soprattutto tra le masse contadine, i ceti medi e la borghesia imprenditoriale, mentre sul terreno ideologico si pose come forza avversa a ritorni reazionari e alla minaccia totalitaria del comunismo. Il partito partecipa ai governi Badoglio, Bonomi e Parri, finché nel dicembre 1945 viene varato il primo gabinetto De Gasperi. Tendenzialmente repubblicana (I Congresso, 1946), la DC ottiene la maggioranza relativa all’Assemblea costituente; problemi interni, riguardanti le scelte della ricostruzione, e internazionali (l’inizio di una fase di tensione fra USA e URSS) spingono De Gasperi a liquidare la formula di governo che aveva guidato i primi passi del dopoguerra, fondata sull’alleanza con socialisti e comunisti, e a inaugurare l’epoca del centrismo (1947-60). Questa scelta sortisce il successo delle elezioni del 1948 che vedono assegnata alla DC la maggioranza assoluta dei seggi. La seconda legislatura (1953-58) fu caratterizzata dalla prevalenza di Iniziativa democratica, sulle cui posizioni convergeva la corrente di Base, e sanzionata dal V Congresso (1954) che elesse Fanfani segretario. Nel 1958 Fanfani forma un governo DC-PSDI che suscita la spaccatura della sua corrente e opposizioni interne tali che è costretto a dimettersi sia dalla presidenza del Consiglio che dalla segreteria del partito. Nuovi equilibri interni portano poi nel 1959 alla segreteria di Aldo Moro, convinto dell’esaurimento della politica centrista ma meno propenso di Fanfani a forzare i tempi. Nel 1963 Moro forma il primo governo organico di centrosinistra. Seguono anni di instabilità politica (6 governi fra il 1968 il 1972), accentuata da quei fenomeni, come il movimento degli studenti che, segnalando un profondo bisogno di rinnovamento nella società civile e politica, contribuiscono a minare il quadro politico. I nuovi fermenti segnavano la fine del collateralismo politico-religioso, per cui alla DC era tradizionalmente riconosciuta la rappresentanza del mondo cattolico. La strategia della DC in questi anni non è univoca: se l’XI Congresso (1969) affianca al segretario Piccoli il presidente Zaccagnini, espressione delle aspirazioni di rinnovamento, alle presidenziali del 1971 i parlamentari della DC preferiscono, al candidato ufficiale Fanfani, Giovanni Leone, eletto con l’appoggio della destra, per giungere infine alla liquidazione del centrosinistra e alla riedizione del centrismo (1972-73). Al XII Congresso (1973), un accordo tra le correnti sancisce la riedizione del centrosinistra e la segreteria Fanfani, che utilizza la ricostituita unità interna nella perdente campagna referendaria per l’abrogazione della legge sul divorzio (1974). Con la segreteria Zaccagnini (1975) riprende vigore la linea di Moro, descritta come "strategia dell’attenzione" verso il PCI, che viene confermata dal XIII Congresso nel 1976. Nelle elezioni politiche anticipate del 1976 il 34,4% di preferenze avuto dal PCI (la DC ottenne il 38,8%) impone un’accelerazione del confronto fra i due maggiori partiti italiani. La soluzione concordata concepisce i 2 governi monocolore Andreotti (luglio 1976 - marzo 1979) detti di "solidarietà nazionale": il primo con l’astensione di PCI, PSI, PSDI, PRI, PLI, e il secondo – inaugurato il giorno del rapimento di Moro da parte delle Brigate rosse, 16 marzo 1978 – con il voto favorevole di PCI, PSI, PSDI, PRI e Democrazia nazionale. Con la crisi del secondo governo di solidarietà nazionale si chiude il periodo dell’attenzione verso il PCI. In via di esaurimento il terrorismo, dopo la pubblicazione di documenti sulla loggia massonica P2 nel 1981, viene sollevata dall’opposizione, specie comunista, la "questione morale", cioè la critica di gravi distorsioni dei meccanismi del potere interpretate come conseguenza del mancato ricambio della classe di governo.
La DC cede nel giugno 1981 la presidenza del Consiglio con i governi Spadolini, e il congresso del 1982 elegge segretario Ciriaco De Mita, esponente della sinistra, col mandato di "moralizzare" alcuni settori del partito e renderlo più permeabile alle trasformazioni della società. Nelle elezioni anticipate del 1983 la DC arretra vistosamente (32,9%), ed emerge come contestatore dell’egemonia democristiana il PSI, cui la DC lasciò la guida del governo (gabinetti Craxi, 1983-87). De Mita viene confermato alla segreteria nel 1984 e nel 1986 e dal 1988 è anche presidente del Consiglio. Al congresso del 1989 una maggioranza sfavorevole a De Mica (e meno ostile verso il PSI) guidata da Giulio Andreotti, Antonio Gava e Arnaldo Forlani, elegge quest’ultimo alla segreteria. Nel 1991, con il passaggio all’opposizione del PRI, emergono nuovi fermenti anche nel mondo politico tradizionalmente legato alla DC. Le elezioni politiche anticipate del 1992 vedono la DC scendere ancora al 29,7%. Il partito viene travolto da tangentopoli e nel 1994 finisce per dividersi in una serie di formazioni minori.

Corporate body

La Federazione italiana lavoratori chimici e affini (Filcea) ha origine nel 1968 dalla fusione della Federazione italiana lavoratori chimici e petroliferi (Filcep, istituita nel 1960 dall'accorpamento di funzioni della Federazione italiana lavoratori chimici-Filc e il Sindacato dei lavoratori dell'industria petrolifera-Silp) con la Federazione italiana lavoratori ceramica elettronica vetro e abrasivi (Filceva).
Il sindacato di riferimento per i lavoratori delle aziende del chimico della provincia di Pesaro e Urbino è dal 2010 la Federazione italiana lavoratori chimica tessile energia manifatture (Filctem-Cgil), nata dalla fusione di sindacati relativi all'energia, gas e acquedotti (Fnle) con il sindacato dei chimici, vetrai, abrasivi, petroliferi (Filcea) e il tessile manifatturiero (Filtea).