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MdM_IT_P_00571 · Persona
Falcioni, Massimo
MdM_IT_P_00475 · Persona · 1949 feb. 8 -

Nato a Pesaro l’8 febbraio 1949. Iscritto al Pci. È funzionario della Cgil dal 1974 (responsabile dell’ufficio economico), quando era ancora studente. Nel 1975 è membro della segreteria della Camera del Lavoro provinciale di cui nel 1977 diventa segretario provinciale successivamente riconfermato nel 1980 fino al 1982.

Famiglia Sacconi
Famiglia

La famiglia Sacconi proviene da Villa Casale di Montegallo, ai piedi del Vettore e il nome del casato, originariamente un soprannome, rimanda ai “sacconi”, seguaci dell’eretico ascolano Meco del Sacco.
Nei primi decenni del 600 i Sacconi, il cui capofamiglia era Giacinto I Sacconi, risultano essere stabilmente insediati a Porchia da dove inizieranno a partecipare alla vita pubblica; molti saranno i Sacconi presenti nelle cariche amministrative ed ecclesiastiche. I documenti di archivio attestano un’attività senza sosta e una notevole intraprendenza economica: erano diventati in breve tempo possidenti terrieri e, tramite “Amministrazione Sacconi in Montalto” prima e “Amministrazione fratelli conti Giacinto e Stanislao Sacconi” poi aveva dato vita ad una imponente azienda agricola che comprendeva anche il mulino e diverse stalle.
Il capostipite della famiglia che ha prodotto il “Fondo Sacconi” è il conte Agostino Rosati-Sacconi, autore di un copioso volume che registra la genealogia e i momenti salienti delle sue vicende familiari; mentre suo fratello il Cardinal Carlo Sacconi divenne arcivescovo e si stabilì a Roma dove spesso ospitava i nipoti. L’altro fratello, Quintilio Sacconi, affascinato dell’eloquenza e dal sapere dei padri gesuiti, decide di diventare un miles Christi e prese il nome di padre Serafino svolgendo la sua missione tra i villaggi delle montagne del Libano e lungo le strade dell’Alta Galilea.
Il più noto dei Sacconi è però sicuramente Giuseppe, figlio del conte Luigi (cugino di Agostino) e di Teresa Massi, architetto progettista dell’Altare della Patria; purtroppo le carte conservate nel fondo non appartengono né sono state prodotte da questo ramo della famiglia.
Si tratta dell’archivio tramandato dai suoi cugini di secondo grado Stanislao e Giacinto (figli di Agostino) che erano gli amministratori esclusivi del patrimonio di famiglia e del figlio di Giacinto Carlo (detto Carlino) ingegnere a Roma.
Il fondo è composto da documentazione amministrativa delle proprietà (contratti di mezzadria, cause, cappellanie, dotalizi, ecc.) e anche documentazione contabile, principalmente registri di entrate e uscite delle diverse attività. Inoltre comprende anche circa ottomila lettere che compongono la serie della corrispondenza privata che è stata prodotta da Giacinto Sacconi, sua moglie Rosa (detta Rosina) Pellegrini e il loro unico figlio a raggiungere l’età adulta Carlo (detto Carlino) Sacconi.