Área de identidad
Tipo de entidad
Forma autorizada del nombre
Forma(s) paralela(s) de nombre
Forma(s) normalizada del nombre, de acuerdo a otras reglas
Otra(s) forma(s) de nombre
Identificadores para instituciones
Área de descripción
Fechas de existencia
Historia
La famiglia Sacconi proviene da Villa Casale di Montegallo, ai piedi del Vettore e il nome del casato, originariamente un soprannome, rimanda ai “sacconi”, seguaci dell’eretico ascolano Meco del Sacco.
Nei primi decenni del 600 i Sacconi, il cui capofamiglia era Giacinto I Sacconi, risultano essere stabilmente insediati a Porchia da dove inizieranno a partecipare alla vita pubblica; molti saranno i Sacconi presenti nelle cariche amministrative ed ecclesiastiche. I documenti di archivio attestano un’attività senza sosta e una notevole intraprendenza economica: erano diventati in breve tempo possidenti terrieri e, tramite “Amministrazione Sacconi in Montalto” prima e “Amministrazione fratelli conti Giacinto e Stanislao Sacconi” poi aveva dato vita ad una imponente azienda agricola che comprendeva anche il mulino e diverse stalle.
Il capostipite della famiglia che ha prodotto il “Fondo Sacconi” è il conte Agostino Rosati-Sacconi, autore di un copioso volume che registra la genealogia e i momenti salienti delle sue vicende familiari; mentre suo fratello il Cardinal Carlo Sacconi divenne arcivescovo e si stabilì a Roma dove spesso ospitava i nipoti. L’altro fratello, Quintilio Sacconi, affascinato dell’eloquenza e dal sapere dei padri gesuiti, decide di diventare un miles Christi e prese il nome di padre Serafino svolgendo la sua missione tra i villaggi delle montagne del Libano e lungo le strade dell’Alta Galilea.
Il più noto dei Sacconi è però sicuramente Giuseppe, figlio del conte Luigi (cugino di Agostino) e di Teresa Massi, architetto progettista dell’Altare della Patria; purtroppo le carte conservate nel fondo non appartengono né sono state prodotte da questo ramo della famiglia.
Si tratta dell’archivio tramandato dai suoi cugini di secondo grado Stanislao e Giacinto (figli di Agostino) che erano gli amministratori esclusivi del patrimonio di famiglia e del figlio di Giacinto Carlo (detto Carlino) ingegnere a Roma.
Il fondo è composto da documentazione amministrativa delle proprietà (contratti di mezzadria, cause, cappellanie, dotalizi, ecc.) e anche documentazione contabile, principalmente registri di entrate e uscite delle diverse attività. Inoltre comprende anche circa ottomila lettere che compongono la serie della corrispondenza privata che è stata prodotta da Giacinto Sacconi, sua moglie Rosa (detta Rosina) Pellegrini e il loro unico figlio a raggiungere l’età adulta Carlo (detto Carlino) Sacconi.