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Registro de autoridad
Forlani, Arnaldo
MdM_IT_P_00589 · Persona · 1925 dic. 8 - 2023 lug. 6

Arnaldo Forlani nasce a Pesaro l'8 dicembre 1925. Dal 1952 è membro del consiglio nazionale della Democrazia cristiana (DC) e dal 1954 della direzione del partito. Legato alla corrente facente capo ad Amintore Fanfani, è vicesegretario e poi (1969-1973) segretario nazionale del partito. Deputato alla Camera dal 1958, ministro per le Partecipazioni statali (1968-69) e successivamente (1969-70) ministro senza portafoglio per le relazioni con l'ONU, negli anni Settanta dirige i dicasteri della Difesa (1974-76) e degli Esteri (1976-79). Dal marzo 1980 all'aprile 1982 è presidente del consiglio nazionale della DC, e dall'ottobre 1980 al giugno 1981 guida un governo DC, PSI, PRI, PSDI. Dall'agosto 1983 all'aprile 1987, ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio nei governi Craxi. Dal 1989 al 1992 segretario della DC, si dimette dopo la sconfitta elettorale del suo partito (gli è succede Mino Martinazzoli).

Lucarini, Lino
MdM_IT_P_00472 · Persona · 1947 ago. 23 -

Nasce a Urbania il 23 agosto 1947 in una famiglia di mezzadri molto numerosa che, disponendo, come testimonia lo stesso Lucarini, di un ampio podere ha un tenore di vita molto dignitoso, confortato anche da un ottimo rapporto con i proprietari. A 11 anni entra in seminario, esperienza che considera tuttora molto positiva. Ne esce al principio degli anni Sessanta. Si avvicina alla Camera del lavoro durante il Liceo classico in relazione alle iniziative dei mezzadri. Insieme ad altri giovani comincia una fase di politicizzazione che porterà alla fondazione del Circolo Arci e alla prima Festa dell’Unità. Nello stesso periodo si iscrive a Lettere classiche all’Università di Urbino, completando gli esami senza laurearsi e consentendosi anche un periodo di passione musicale facendo pare di alcuni gruppi locali fino al 1972.
Dopo una prima simpatia per il PSIUP, una tiepida partecipazione al movimento del ’68, nel 1970 aderisce al Partito Comunista. Dopo alcune collaborazioni con la Camera del lavoro di Urbania, viene introdotto nell’apparato CGIL, nel 1974, dal Segretario provinciale Lindo Venturi, anche lui di Urbania. Ha un primo incarico a Urbino come Dirigente del settore 'terra' (braccianti e mezzadri): un’esperienza entusiasmante anche se la mezzadria è al capolinea. Infatti, nel 1977 il settore confluirà nella Costituente contadina.
In Camera del lavoro collabora anche al settore Industria, scuola e università: una utile base formativa per i successivi incarichi. Partecipa a un corso di formazione per dirigenti di 4 mesi ad Ariccia nel 1977. Al Congresso dello stesso anno entra in Segreteria della Camera del lavoro, con Falcioni segretario, Biettini, Cicerchia, Gasperoni. Si occupa di mercato del lavoro e terziario, in particolare del primo supermercato della Coop. L’ingresso in Segreteria coincide con un periodo di ringiovanimento degli apparati, e di una Riforma organizzativa, che parte dal 1975, con la Piattaforma rivendicativa provinciale, dalla riforma del 1978, con la divisione in tre zone: Pesaro, Fano e Urbino e grande decentramento di uomini e risorse, al 1981, che vede la divisione in due comprensori, Pesaro e Fano. In questo contesto Lucarini diventa segretario di Urbino e Montefeltro ed è in Segreteria provinciale. Un periodo difficile, come tutti quelli di cambiamento, ma molto stimolante.
A gennaio 1982 entra in Segreteria regionale, esperienza che, fatta con dirigenti validi ed esperti, Lucarini considera quasi una specie di Università. Qui si occupa di mercato del lavoro, sanità, servizi sociali e poi, nel 1983, di organizzazione e amministrazione.
Avvia una fase di rilancio e ridefinizione delle strutture, decentramento, formazione, amministrazione in un contesto difficile di rottura dell’unità sindacale.
La prima Conferenza regionale dei Servizi sindacali, da lui promossa, apre una stagione di sviluppo organico di tutti i servizi (patronato, servizi fiscali, consumatori, disoccupati), lineari al Sindacato dei diritti. Avvia infine il processo di informatizzazione della CGIL delle Marche.
Nel 1986 diventa Segretario generale del Comprensorio di Pesaro. Delegato al Congresso nazionale CGIL entra nel Direttivo nazionale come Sindaco revisore. Sono anni di grande cambiamento della realtà provinciale, con la chiusura di grandi aziende, ma di notevole dinamismo economico e difficoltà nei rapporti unitari. Impegnandosi a continuare a operare al rinnovamento dei gruppi dirigenti.
In particolare, Lucarini punta a una politica di nuovo insediamento sindacale nel crescente terziario, piccola impresa e artigianato, nuovi diritti, casa, salute, handicap, immigrati, pari opportunità, utenti e consumatori, servizi fiscali. Contestualmente lavora per un consolidamento dei rapporti unitari con la contrattazione e il rilancio dell’iniziativa territoriale.
Nel 1988, a seguito del trasloco nella nuova sede della Cgil in Via Gagarin, Lucarini fa mettere in sicurezza tutti i documenti che avevano esaurito le finalità pratiche correnti e, consapevole del valore storico di quei materiali d'archivio, incarica un’archivista per riordinare le carte più antiche, a lui si deve l'istituzione, alla fine dell'intervento di riordino, dell'Archivio storico, che nel 2012 verrà riconosciuto di interesse storico dalla Soprintendenza ai beni archivistici delle Marche.
Nel 1990 la CGIL ritorna alla struttura provinciale. Il Congresso del 1991 riunifica le due strutture di Pesaro e Fano attraverso un processo difficile e complesso di ricomposizione dei gruppi dirigenti. Sono anni difficili di crisi economica, politica e sindacale ma anche forieri di sviluppi positivi. L’organizzazione, infatti, continua a rafforzarsi.
Nel 1995 lascia l’incarico, sostituito da Giampaoli. Si occupa in seguito di sindacato dei trasporti e nel 1996 passa alle dipendenze dell’Agenzia per l’impiego nelle Marche, in qualità di esperto del mercato del lavoro, fino al pensionamento. Rimane nel Direttivo camerale fino al 2007. Per alcuni anni è consulente collaboratore della Provincia di Pesaro e Urbino, all'Assessorato alla Formazione, e docente in corsi di formazione per apprendisti, disoccupati e carcerati. Nel 2003, e fino al 2015, viene incaricato di coordinare il Progetto Memoria della CGIL di Pesaro, e a collaborare all’Archivio storico CGIL. Nel frattempo, si dedica all’ARCI e con altri alla costituzione dell’AUSER e Filo d’Argento di Urbino, dove sta ancora operando.

Venturi, Lindo
MdM_IT_P_00473 · Persona · 1928 mar. 7 - 1984 ago. 15

Nasce il 7 marzo 1928 a Urbania. Frequenta la scuola di avviamento professionale e diventa operaio. Nel 1949 si iscrive al partito Comunista, partecipando alle manifestazioni per la pace e alle imponenti raccolte firme dei partigiani della pace, che gli costano varie denunce. Dopo alcuni anni di impegno a Pesaro nella FGCI e nella Formazione politica e primi incarichi di minor rilievo, nel 1958 partecipa alla formazione di sei mesi all’istituto di Studi comunisti di Frattocchie. Nello stesso anno è nominato nel Comitato Federale del PCI pesarese. Per un certo periodo ricopre l’incarico di consigliere comunale a Urbania. Nel 1963, al VII Congresso, viene nominato segretario della Federmezzadri al posto di Aldo Bianchi, diventato segretario della Camera del Lavoro. Entra in Segreteria della Camera del lavoro dove rimarrà fino al 1977. Nel 1967, in occasione dell’VIII Congresso Federmezzadri, viene confermato Segretario, partecipa al Congresso Nazionale ed entra nel Direttivo nazionale della categoria.
Nello stesso anno è il relatore al Convegno regionale per il mercato ortofrutticolo, che si tiene a Fano. Nel 1968 è nominato all’Inam come rappresentante dei lavoratori. Al Congresso del 1969, confermato in Segreteria camerale, partecipa al Congresso nazionale della CGIL. L’impegno nella Federmezzadri termina con l’accordo integrativo provinciale del Patto colonico a conclusione di un periodo di importanti lotte dei mezzadri. Nel 1970 diventa segretario provinciale del sindacato Enti locali, restando anche nella Segreteria camerale e facendo parte del Direttivo della Federazione unitaria CGIL-CISL-UIL. Nel 1974 diventa Segretario provinciale della Camera del lavoro, dopo Monaldi, passato al Partito. Rimane Segretario fino al 1977, in un periodo di difficile ricomposizione delle strutture sindacali. Diventa poi Segretario provinciale dei trasporti e nel 1981 viene eletto Presidente del Comitato provinciale INPS. Dopo il pensionamento rientra a Urbania. Muore in Ancona il 15 agosto 1984 all’età di 56 anni.

Ciufoli, Domenico
MdM_IT_P_00594 · Persona · 1898 lug. 3 - 1975 apr. 30

Domenico Ciufoli nato a Cantiano il 3 luglio 1898, è stato fra i fondatori del Partito Comunista d'Italia. Ciufoli apparteneva a una famiglia di piccoli proprietari terrieri costretti spesso, dalla povertà dei proventi della propria terra, al lavoro stagionale dei taglialegna. Manovale nelle officine siderurgiche a Kuntauge, in Lorena, lascia il lavoro allo scoppio della Prima guerra mondiale e, tornato in Italia, inizia a lavorare come boscaiolo. Non era iscritto a nessun partito pur appartenendo alla Gioventù socialista. Nel 1921 viene inviato a Livorno per il congresso del Partito Socialista Italiano, ma insieme ad Amadeo Bordiga, Antonio Gramsci, Pietro Secchia, Umberto Terracini e Mauro Scoccimarro abbandona il Congresso e si riunisce al Teatro Ariston per fondare il Partito Comunista d'Italia. Successivamente aderisce al Partito Comunista Italiano. L’avvento di Benito Mussolini al governo segna per gli antifascisti l’inizio di lunghi anni di difficoltà. Nel 1921 sposa Adele Bei e, tra i molti che scelsero l’esilio, ci furono anche i coniugi Ciufoli che, alla fine del 1923, abbandonarono l’Italia per recarsi in Belgio, dove nel giugno 1924 nasce la prima figlia, Angela, trasferiti poi in Lussemburgo, nel dicembre 1926 nasce Ferrero. Si trasferiscono poi in Francia (prima a Marsiglia e poi a Parigi). Domenico Ciufoli lavora in fabbrica e in miniera, ma sempre più intenso era il suo impegno nel Partito comunista, che anche all’estero operava in clandestinità. In Belgio divenne a Bruxelles redattore del foglio "Il riscatto". Passato in Lussemburgo ed espulso per la sua attività politica, Ciufoli si trasferisce a Marsiglia, dove diresse altri periodici antifascisti. Rientra più volte clandestinamente in Italia per organizzare la lotta antifascista. Nel 1931 è chiamato a far parte del Comitato centrale del Partito Comunista. Segretario dei Gruppi comunisti italiani in Francia, Ciufoli è delegato al VII Congresso dell'Internazionale comunista. Allo scoppio della seconda guerra mondiale viene arrestato a Parigi e condannato dal Tribunale militare a 4 anni di reclusione. Deportato dai tedeschi nel lager di Buchenwald nel gennaio 1944, l'antifascista italiano è stato tra i dirigenti dell'organizzazione clandestina di resistenza all'interno di quel campo, ne presiede il comitato di liberazione e fu tra gli animatori dell'insurrezione armata dei deportati superstiti, che si liberarono prima ancora dell'arrivo delle truppe anglo-americane. Componente della Consulta Nazionale dal 25 aprile 1945 al 2 giugno 1946 insieme con la moglie Adele Bei, fu anche deputato nella I legislatura.