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L'attività della Sezione del PCI di Fano è attestata già dal settembre 1944, immediatamente dopo la liberazione della città, avvenuta il 27 agosto, dall'occupazione nazifascista (I). Nonostante le fonti documentino, durante il Ventennio fascista, l'esistenza di organizzazioni clandestine comuniste sia a Fano sia nella provincia di Pesaro e Urbino (II), con la fine della guerra e il ritorno alla legalità dei partiti antifascisti la forma istituzionale ed organizzativa del PCI mutò profondamente (III). Tale trasformazione si deve soprattutto alle disposizioni statutarie approvate durante il V Congresso nazionale del Partito - svoltosi a Roma tra il 29 dicembre e il 5 gennaio 1946 - che diede al PCI un'organizzazione che non ha subito, nei successivi quarantacinque anni della sua storia, modifiche tali da alterarne la struttura definita nell'immediato secondo dopoguerra (IV).
Gli statuti approvati dai congressi del PCI dispongono che l'organizzazione di base del Partito sia la cellula, costituita sul luogo di lavoro o su basi territoriali a seconda del luogo di abitazione degli iscritti. Un ruolo conservato, di fatto, fino alla seconda metà degli anni Cinquanta, quando la Sezione, costituita dalle cellule esistenti nel suo territorio, divenne la vera organizzazione periferica di base del Partito (V).
Le Sezioni, secondo quanto disposto dagli statuti, dovevano tendere ad avere una sede permanente e ad essere il centro di vita politica, sociale e culturale per tutti i lavoratori della località in cui la Sezione esercitava la sua giurisdizione. Per le Sezioni - così come per le Federazioni e per il Partito nel suo complesso - il congresso rappresentava il massimo momento deliberativo, le cui decisioni erano obbligatorie per tutti gli iscritti e per tutte le organizzazioni subordinate. Nel caso delle Sezioni, i congressi (ai quali partecipavano i delegati delle cellule in essa comprese), dovevano essere convocati almeno una volta l'anno (VI) ed eleggere il Comitato direttivo, il Collegio dei sindaci e i probiviri.
I Comitati direttivi sono responsabili dell'attività svolta nel territorio della Sezione: controllano il lavoro delle cellule e verificano l'esecuzione delle decisioni del congresso, delle proprie e di quelle di organismi superiori (nel caso di Fano le decisioni della Federazione comunista di Pesaro-Urbino) (VII).
Il Collegio dei sindaci, previsto dalle disposizioni statutarie solamente per gli anni 1957-1962, è deputato al controllo del bilancio preventivo e consuntivo della Sezione.
I probiviri, infine, formano un organo di controllo (istituito dal 1956) che vigila sul rispetto dello Statuto e della disciplina di Partito e che, dal 1962, eredita i compiti già assegnati al Collegio dei sindaci.
La documentazione conservatasi nell'Archivio della Sezione Bruno Venturini e del Comitato di zona del PCI di Fano non consente di affermare con certezza quale fu la prima sede della Sezione, che soltanto nel 1945 si insediò 'ufficialmente' presso Palazzo Bambini, in via De Cuppis (VIII).
La stessa documentazione, al contrario, dimostra che tra il 1945 e il 1950 ricoprirono il ruolo di segretario alcuni tra i protagonisti dell'organizzazione clandestina comunista attiva a Fano all'inizio degli anni Trenta, ovvero, nell'ordine, Silvio Battistelli (sindaco di Fano dal 1946 al 1951), Enzo Capalozza (sindaco di Fano negli anni 1944-1945) e Remo Rovinelli.
E' molto probabilmente del 1946, invece, l'intitolazione della Sezione al partigiano e dirigente comunista Bruno Venturini, nato a Fano il 28 settembre 1909 e ucciso dai fascisti a Brescia il 29 novembre 1944 (IX).
La giurisdizione della Sezione, fino al 1947, si estese per gran parte del territorio comunale fanese; gli iscritti, al 31 dicembre 1946, erano 2034, di cui 1427 uomini e 607 donne (X). Se è vero, infatti, che già tra il 1945 e il 1946 è documentata l'esistenza di Sezioni comuniste presso le frazioni di Cuccurano, Marotta e Carignano (XI), è altrettanto vero che soltanto tra il 1947 e il 1948 il territorio della Venturini si ridusse sostanzialmente. In seguito alle direttive della Conferenza di organizzazione del PCI svoltasi a Firenze nel 1947, "su pressione" della Federazione comunista di Pesaro e Urbino, la Sezione fu infatti scissa nelle Sezioni intitolate ad Alberto Iacucci, Antonio Gramsci (il cui territorio coincideva con il quartiere Gimarra) e (Alessandro?) Bertini e nella Sezione di Fenile, il cui territorio coincideva con l'omonima zona (XII).
Tra il 1945 e il 1962, ovvero l'anno in cui venne costituito il Comitato di zona Basso Metauro, si registra una diminuzione delle Cellule della Sezione da 51 a 34 (XIII). Nonostante questo significò per la Sezione una diminuzione del territorio nel quale esercitava la propria giurisdizione - alcune sue cellule infatti erano state 'promosse' al rango di sezioni - la documentazione conservata nel suo archivio dimostra che la Venturini, che nei documenti è spesso identificata come la "Sezione centrale" o la "Sezione Centro" (XIV), continuò a rappresentare, almeno fino alla costituzione del Comitato di zona, il punto di riferimento per lo svolgimento dell'azione politica, sociale e culturale non soltanto dei suoi iscritti ma anche di quelli delle altre Sezioni della città.
Con l'istituzione del Comitato di zona, infatti, la Sezione Venturini, come del resto suggerisce la minore documentazione prodotta, diminuì le sue attività lasciando di fatto al Comitato l'iniziativa politica e il coordinamento dell'azione delle diverse Sezioni fanesi.
A questo proposito, alcuni documenti conservati nell'Archivio della Sezione e del Comitato di zona, spiegano efficacemente in che modo si ridussero l'autonomia e le attività della Sezione Venturini (e delle altre Sezioni fanesi) successivamente all'istituzione del Comitato.
Nel 1967, infatti, il segretario della Sezione fanese di Gimarra, Damiano Savio, intervenendo sul mensile "Vita di Sezione", "critica il funzionamento spesso burocratico dei comitati di zona che convocano assemblee e riunioni non per discutere ma solo per ratificare quanto discusso dalla segreteria" (XV).
Nel 1971, inoltre, è utile osservare come il piano di lavoro definito dal Comitato di zona per la preparazione della Conferenza di organizzazione che si svolse il 13 giugno prevedesse il rafforzamento della struttura del Partito e più precisamente lo svolgimento di "un lavoro politico-organizzativo nelle sezioni più deboli" (XVI). Tra queste, appunto, è compresa la Sezione Fano Centro, ovvero la Sezione Venturini (XVII).
Nel 1976, infine, nel suo intervento pronunciato durante la Conferenza di organizzazione del Comitato di zona svoltasi l'11 e il 12 giugno, Giuliano Roberti (membro del Comitato direttivo della Sezione Venturini), affrontò il "problema delle sezioni" ricordando come le Sezioni della zona di Fano si siano "spesso riunite solamente per discutere sul tesseramento e sulla sottoscrizione della stampa" e denunciando come tale attività sia di fatto insufficiente (XVIII).
Nel corso degli anni Sessanta, del resto, il numero degli iscritti e delle Cellule della Sezione si era ridotto ulteriormente: nel 1972, infatti, la "Sezione Centro" annoverava 307 iscritti e comprendeva soltanto 4 cellule (XIX), mentre a Fano erano presenti Sezioni che nella documentazione dei decenni precedenti risultavano essere Cellule della Venturini (si pensi ad esempio alle Sezioni ubicate presso la località di Metaurilia o alla Sezione Leda Antinori di via Fanella) (XX).
Anche relativamente al modus operandi della Sezione, la documentazione conservata nel suo archivio attesta profonde differenze nel periodo compreso tra l'immediato secondo dopoguerra e i decenni successivi: se ancora all'inizio degli anni Cinquanta, infatti, la Sezione ripartisce le proprie attività tra il Comitato direttivo, la Segreteria e commissioni incaricate di seguire branche di lavoro diverse (lavoro di massa, organizzazione, lavoro sindacale, lavoro giovanile, lavoro femminile, amministrazione, stampa e propaganda) (XXI), negli anni successivi l'attività della Venturini appare di fatto demandata prevalentemente al lavoro dei segretari (soprattutto Aldo Amati ma anche Walter Leonardi, Mario Omiccioli, Sergio Marchegiani e Oscardo Severi) e dei componenti i Comitati direttivi.
La Sezione Bruno Venturini, che condivideva la propria sede con Comitato di zona, nel 1968 si trasferì da Palazzo Bambini in via de Petrucci, dove rimase fino al 1976, quando si spostò nella sede di viale Gramsci, presso cui restò fino al suo scioglimento, avvenuto nel 1991(XXII).

Note
(I) Cfr. i docc. conservati in APCISBVCZF, serie Documenti 1944-1949 riordinati in titoli, sottoserie Documenti 1944, fasc. [1944. 1206 Comitato di Sezione e di coordinamento Bruno Venturini Fano; 1206.05 Corrispondenza, convocazioni] (b. 1, fasc. 6).
(II) Cfr. ivi, serie Carteggio amministrativo, fasc. [Carteggio amministrativo 1944-1946] (b. 16, fasc. 1), la relazione della Federazione comunista di Pesaro e Urbino sul lavoro svolto nella provincia per l'applicazione della politica del Partito dalla liberazione al set. 1945; vedi anche le informazioni contenute in L. Venturini Callegari, Bruno Venturini. Umanità razionalità e passionalità politica di un combattente per la libertà, Vangelista, Milano, 1987, pp. 15-36.
(III) Per una sintetica ma utile ricostruzione della storia istituzionale del PCI cfr. S. Twardzik (a cura di), I manifesti della Federazione milanese del PCI (1956-1984). Inventario, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali-Ufficio centrale per i beni archivistici, 1999, il capitolo L'assetto organizzativo della Federazione milanese del Partito comunista italiano, pp. 20-40.
(IV) Cfr. Statuto del Partito comunista italiano. Approvato dal V congresso nazionale del PCI, Roma, UESISA, [1946].
(V) Cfr. Twardzik (a cura di), I manifesti della Federazione milanese del PCI (1956-1984) cit., p. 23: la 'crisi' delle cellule è di fatto 'ratificata' dalle disposizioni statutarie del 1966 che, prevedendo la possibilità di costituire anche sezioni aziendali, determinarono la loro introduzione al posto dei comitati di fabbrica (ai quali, secondo quanto disposto dallo Statuto approvato al termine del IX Congresso svoltosi nel 1960, era stato riconosciuto il ruolo di direzione e coordinamento delle attività svolte dal Partito nelle fabbriche, aziende e istituti presso i quali esistevano più cellule).
(VI) Nel caso della Sezione di Fano è possibile affermare che tale disposizione statutaria venne disattesa (cfr. i documenti conservati in APCISBVCZF, serie Congressi di sezioni, sottoserie Congressi della Sezione Bruno Venturini).
(VII) Nel caso dei documenti conservati nell'Archivio della Sezione Bruno Venturini e del Comitato di zona del PCI di Fano il Comitato direttivo è per lo più indicato come "Comitato di Sezione".
(VIII) Cfr. ivi, serie Carteggio amministrativo, fasc. Mat[eriale] vario [1949] (b. 16, fasc. 4), l'estratto di deliberazione della Giunta comunale di Fano del 24 gen. 1946: il Comune di Fano aveva affittato alla Sezione i locali del secondo e del terzo piano di Palazzo Bambini con deliberazione del 23 set. 1944; questi, però, "furono requisiti subito dopo dalle truppe alleate fino al 6 giugno 1945"; dopo la fine dei lavori di restauro che riguardarono sette locali del primo piano, avvenuta il 29 lug. 1945, la Sezione usufruì complessivamente di diciotto ambienti; la deliberazione del gen. 1946, quindi, stabiliva che la Sezione dovesse pagare un affitto annuo di 12000 lire per il periodo compreso tra il 1° agosto 1945 e il 31 luglio 1946 e, successivamente al compimento dei lavori di restauro degli ambienti del secondo piano, un affitto annuo di 18000 lire. Cfr. anche, ivi, serie serie Documenti 1946-1950 in fascicoli originali, fasc. "Ricevute pagate" (b. 9, fasc. 4): dalla documentazione conservata si evince che nel 1946 la sede della Sezione era sicuramente in via de Cuppis, presso Palazzo Bambini.
(IX) Cfr. i docc. conservati in ibidem. Cfr. anche Venturini Callegari, Bruno Venturini cit., p. 74, il testo della lettera del dic. 1945 inviata da Maria Bellinato (amica di Bruno Venturini e di sua moglie Libera) a Giancarlo Pajetta. La Bellinato chiede a Pajetta di adoperarsi per l'intitolazione a Venturini di una Sezione del Partito.
(X) Cfr. APCISBVCZF, serie Documenti 1944-1949 riordinati in titoli, sottoserie Documenti 1947, fasc. [1947. 1105 Congressi, conferenze, convegni di zona e di sezione di Pesaro; 1105.01 Congressi, conferenze, convegni delle sezioni di Fano] (b. 4, fasc. 4), la relazione organizzativa presentata al congresso del 21 set. 1947.
(XI) Cfr. i docc. conservati in ivi, sottoserie Documenti 1945, fasc. [1945. 1206 Comitato di Sezione e di coordinamento Bruno Venturini Fano; 1206.03 Riunioni Comitati di rione; 1206.05 Corrispondenza, convocazioni] (b. 2, fasc. 6); ivi, sottoserie Documenti 1946, fasc. [1946. 1206 Comitato di Sezione e di coordinamento Bruno Venturini Fano; 1206.03 Riunioni Comitati di rione; 1206.05 Corrispondenza, convocazioni] (b. 3, fasc. 5); ivi, fasc. [1946. 1209 Cellule della Sezione di Fano; 1209.03 Relazioni riunioni di cellula; 1209.05 Convocazioni, corrispondenza] (b. 3, fasc. 7).
(XII) Cfr. ivi, sottoserie Documenti 1948, [1948. 1104 Conferenze e convegni provinciali svoltisi a Pesaro. 1105 Congressi, conferenze, convegni di zona e di sezione di Pesaro; 1105.01 Congressi, conferenze, convegni delle sezioni di Fano] (b. 5, fasc. 4), il verb. dei lavori del congresso della Sezione svoltosi il 16 mag. 1948.
(XIII) Cfr. i docc. conservati in ivi, sottoserie Documenti 1945, fasc. [1945. 1209 Cellule della Sezione di Fano; 1209.01 Elenchi componenti e segretari delle cellule e dei Comitati di cellula; 1209.02 Relazioni politico-amministrative mensili; 1209.03 Relazioni riunioni di cellula] (b. 2, fasc. 7) e ivi, serie Congressi di sezioni, sottoserie Congressi della Sezione Bruno Venturini, fasc. "Materiale congressuale X° Congresso [nazionale]" (b. 12, fasc. 6).
(XIV) Cfr. ad esempio i docc. conservati in ivi, serie Documenti 1944-1949 riordinati in titoli, sottoserie Documenti 1948; ivi, serie Verbali, fasc. "Comitato di coordinamento [e amministratori]" (b. 15, fasc. 5); ivi, serie Congressi di sezioni, sottoserie Congressi della Sezione Bruno Venturini, fasc. "XIII Congresso Fano 15-16 gennaio 1972" (b. 12, fasc. 9).
(XV) Cfr. ivi, Carteggio amministrativo, fasc. "Comitato zona Fano-Fossombrone 5-3-1967. Comitato sezione" (b. 17, fasc. 33), "Vita di Sezione", n. 6, mag. 1967.
(XVI) Cfr. ivi, serie Conferenze di organizzazione del Comitato di zona di Fano, fasc. "13 giugno 1971. Piano di lavoro-Conferenza di organizzazione" (b. 14, fasc. 4).
(XVII) Ibidem.
(XVIII) Cfr. ivi, fasc. "Verbali Congressi di Sezione e Conferenza d'organizzazione" (b. 14, fasc. 5), il verb. del Congresso della Sezione Venturini svoltosi il 20 dic. 1975 e relativo anche all'elezione degli organismi dirigenti della Sezione e dei delegati alla Conferenza di organizzazione della zona e l'intervento alla Conferenza di Roberti, che disse anche le seguenti parole: "bisogna fare molto di più, oggi compagni è necessario discutere di tutto con assiduità e specificatamente problema per problema, bisogna trovare il modo che la sezione diventi il fulcro del Partito[,] la sede dove si elaborano e si apportano i maggiori contributi per la risoluzione di tutti i nodi che sono da affrontare, è necessario promuovere all'interno di essa una più massiccia partecipazione perchè esse sono il più diretto strumento per recepire e contribuire a risolvere le giuste istanze di tutti i cittadini, di tutta la popolazione di una zona [...]".
(XIX) Cfr. ivi, serie Congressi di sezioni, sottoserie Congressi della Sezione Bruno Venturini, fasc. "XIII Congresso Fano 15-16 gennaio 1972" (b. 12, fasc. 6), il verb. del congresso della Sezione svoltosi il 15-16 gen. 1972.
(XX) Cfr. ibidem, il "Piano dei congressi di sezione" della zona di Fano, [1972].
(XXI) Cfr. soprattutto i docc. conservati in ivi, serie Documenti 1944-1949 riordinati in titoli.
(XXII) Informazioni dedotte dalla documentazione conservata in APCISBVCZF e da un'intervista rivolta a Franco Costanzi (responsabile del Comitato di zona tra il 1968 e il 1976).

Catelani, Rosanna
MdM_IT_P_00553 · Persoon · 1952 dic. 9 -

Rosanna Catelani è nata a Mombaroccio (PU) IL 9-12-1952 e risiede a Pesaro. Si è laureata in Scienze Politiche presso l’Università di Urbino 1978 e inizia a lavorare alla Cassa di Risparmio di Fano l' 11 giugno 1979 con la mansione di impiegata. Iscritta alla Fisac- Cgil dal 1980 e attivista sindacale dal 1980 fino al pensionamento Inps avvenuto in data 31.12.2018 all’età di 66 anni. Attualmente è iscritta alla categoria pensionati Spi di Pesaro. Il suo impegno politico prosegue alla Casa delle donne di Pesaro fin dalla sua fondazione nel 1988, aveva svolto in precedenza esperienze politiche nell’UDI e nel collettivo femminista.

Sora, Federico
Persoon · 1957 ott. 5 -

Federico Sora è nato a San Costanzo (PU) il 5 ottobre 1957. Entra nel 1982 con concorso pubblico alla Cassa di Risparmio di Fano con un gruppo di altri ex studenti che avevano condiviso l'attività nei collettivi libertari studenteschi e che rappresentano la prima base degli iscritti Fisac in banca. nel 1983 è Segretario della Rappresentanza sindacale aziendale RSA Fidac nella fase del passaggio alla Fisac e Coordinatore aziendale della Cassa di Risparmio di Fano. Poi, dal 1998, a seguito mutazione di proprietà dell'Istituto, è componente dei direttivi di gruppo e di delegazioni sindacali in BPU Banca (poi UBI Banca), Casse del Centro, Gruppo Intesa, poi Gruppo Intesa San Paolo ed infine nel 2008 della Segreteria e delegazione trattante Gruppo Creval (Credito Valtellinese). In seguito diventa segretario Fisac del Comprensorio di Fano, dalla sua costituzione fino all'incorporazione di questo nel provinciale di Pesaro di cui diventa segretario. Dopo un breve stacco temporale (per via del computo dei mandati) è di nuovo segretario provinciale per due mandati. Nel frattempo, al congresso nazionale Fisac del 2010 viene eletto nel Direttivo nazionale Fisac. Intanto la Cassa di Risparmio di Fano da fondazione si trasforma in spa, poi viene venduta alla Banca Popolare di Ancona che a sua volta era entrata nel Gruppo Banca Popolare di Bergamo, intorno al 2000 entra nella delegazione trattante/segreteria del Gruppo Fisac. Quando la Carifano viene ceduta al gruppo Intesa, tramite controllata Intesa Casse del Centro, entra nella delegazione trattante e nel direttivo di Intesa proprio nel momento della fusione con fusione con Sanpaolo. Di nuovo la Carifano viene ceduta a Credito Valtellinese e di nuovo passa nella segreteria /delegazione trattante di quel gruppo. Nel frattempo diventa segretario regionale Marche Fisac dal 2013 al fino al pensionamento nel 2021.
Federico Sora come ricercatore è autore di importanti contributi sul movimento libertario e sul movimento sindacale di Fano.

Pistelli, Loredana
Persoon · 1951 ago. 20 -

Loredana Pistelli, laureata in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali, è stata Segretaria Nazionale FILTEA e Segretaria regionale CGIL Marche, Assessore al Comune di Ancona durante la Giunta Sturani e Assessore Regionale con il Governatore Spacca dal 2005 al 2008. Nella prima Giunta della sindaca Valeria Mancinelli, 2013-2018, ha ricoperto l'incarico di Capogruppo in Consiglio comunale di Ancona. Nel 2019 è componente dell'Assemblea nazionale PD.

Amin
Drago, Paolo

Nasce a Pesaro il 18 agosto 1953.
Inizia a giocare a pallacanestro all'età di 11-12 anni nel cortile di casa utilizzando come canestro un bidone di Dixan tagliato a metà (non esisteva il mini basket).
Dal 1968-69 al 1971-72 fa la trafila nelle giovanili della Victoria Libertas Pesaro con cui ottiene una vittoria nel campionata allievi regionale.
Dal 1972-73 fino al 1977-78 milita nella Falco Pesaro, campionato di Promozione. A partire dal 1979 per un'altra decina di anni disputa campionati di Seconda e Prima divisione con diverse squadre di Pesaro. Dal 1977 in contemporanea con i campionati inizia a giocare tutti i giovedì con un gruppo di amici.
Ha conseguito la Maturità Classica presso il Liceo Mamiani Pesaro, la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università Ancona, Specializzazione in Psichiatria (Università Ancona).
Ha lavorato dal 1978 al 2022 come medico di Medicina Generale. Dal 1982 lavora come psichiatra in libera professione.

Instelling

Notizie sulla costituzione della Sezione si possono ricavare dalla circolare n. 2 del 14 ottobre 1944 della Federazione provinciale del Pci di Pesaro e Urbino, che invia a tutte le sezioni del partito indicazioni per la costituzione dei "Circoli giovanili comunisti".

MdM_IT_E_00070 · Instelling

La Federazione italiana dei lavoratori del legno e dell’edilizia si costituisce nel 1956 con l’accorpamento degli edili con i lavoratori del settore legno. Assume il nome di Fillea (Federazione italiana lavoratori legno edili e affini) e diventa segretario Rinaldo Scheda, affiancato da Giorgio Guerri segretario della Federazione lavoratori del legno e boschivi. Con il Congresso del 1958 segretario generale diventa il marchigiano Elio Capodaglio. Nel primo decennio del dopoguerra l’attività contrattuale si concentra nel settore dell’edilizia ottenendo miglioramenti delle condizioni di lavoro e dei salari. Il settore dell’edili con lo sviluppo dell’economia a partire dalla seconda metà degli anni cinquanta avvia una importante attività contrattuale sia a livello nazionale che aziendale che culmina, con il Congresso del 1960, con l’approvazione di un piano nazionale di sviluppo dell’edilizia che aveva come punti cardine: l’edilizia popolare, il potenziamento dell’edilizia scolastica e ospedaliera e una nuova legislazione per le aree fabbricabili. Altri temi forti rivendicativi riguardavano la riduzione delle differenze salariali fra uomini, donne e giovani, il riordino delle qualifiche e la revisione del cottimo e del subappalto. Per gli edili era fondamentale ottenere un salario minimo garantito per compensare le giornate di inattività involontarie per cause metereologiche o tecniche per questo vengono costituite le Casse edili provinciali, finanziate pariteticamente dagli imprenditori e dai lavoratori, per fornire prestazioni previdenziali e assistenziali.
Nel dopoguerra nella provincia di Pesaro il settore dei lavoratori del legno e dell’edilizia è seguito da Gaetano Sanchini della Segreteria e da Nino Gabbani per l’Ufficio vertenze. La componente principale è quella degli edili che al I Congresso provinciale della Cgil dell’aprile 1947 contano 10.346 iscritti subito dopo i lavoratori della terra che hanno a quella data10.564 iscritti. Al Congresso gli edili portano 22 delegati, mentre i lavoratori del settore legno hanno 3 delegati a fronte di 76 iscritti. Il settore del legno inizierà a crescere già dopo pochi anni, raggiungendo 800 iscritti nel 1949 per poi aumentare nel corso degli anni sessanta con l’afflusso dei lavoratori della terra che porteranno alla nascita di micro imprese famigliari del mobile, fino alla grande imprenditoria che vede nelle cucine il settore di massima espansione che caratterizza il territorio provinciale rispetto a quello regionale.

MdM_IT_E_00035 · Instelling · 1917 - 1981

Nel 1917, la Società Generale per l’Industria Mineraria e Chimica Montecatini di Milano rileva la Fonderia Albani. Nasce così la Fonderia Montecatini di Pesaro (Montedison dal 1966), che ben presto diventerà una delle punte di diamante nei settori della metalmeccanica e dei lavori di fonderia. I suoi prodotti (tubazioni, silos, laminati, macchinari, impianti chimici, saracinesche per acquedotti ecc.) saranno esportati in tutto il mondo, fino alla crisi degli anni Settanta e la chiusura degli impianti nel 1981.

MdM_IT_E_00102 · Instelling · 1979 -

Creata dalla Montedison nel 1979 a Pesaro la consociata denominata “Costruzioni Meccaniche Pesaro” (C.M.P.).

Pica S.p.A - Pesaro
MdM_IT_E_00108 · Instelling · 193-? -

L'azienda Pica S.p.A. nasce nel 1934, quando la Fornace Laterizi di Wolframo Pierangeli e Claudio Cangiotti, gravemente danneggiata dagli eventi bellici, fu ricostruita e ampliata prendendo il nome nel 1954 dai due soci trasformarono la società in Pica S.p.A., dalle iniziali dei rispettivi cognomi.
Alla metà degli anni Ottanta rileva l’azienda Cotto Zoni e nel 1991 il Gruppo rileva la Cotto David, azienda con sede ad Asciano in provincia di Siena.Nel 2008 viene inaugurato lo stabilimento di Portacomaro (Asti), tra i più moderni impianti per la produzione di coperture in laterizio presente in Italia.
Dal maggio 2017 l’Azienda è gestita dal Gruppo francese Terreal attraverso la sua controllata Terreal Italia srl.

Instelling

La Federazione nazionale coloni e mezzadri nasce con il Congresso di Siena del 12 e 14 dicembre 1947, e aderisce alla Confederazione dei lavoratori della terra (Confederterra), costituita con il Congresso di Bologna nell'ottobre 1946. Al momento della fondazione la Federazione contava già 280.000 iscritti e al II Congresso di Pesaro del 1950 gli aderenti erano diventati 478.768.
Il sindacato Federmezzadri di Pesaro è attivo dal 1947, ma dei primi anni di attività non si sono conservate testimonianze scritte, ne abbiamo notizia dal Congresso della Camera del lavoro provinciale del 1947 e da accordi del 1945-1946 in cui i segretari della Camera del lavoro figurano come rappresentanti, ma occorre arrivare al 1952 con il III Congresso provinciale per constatare una maggiore autonomia e organicità.

Instelling

Il Sindacato nazionale facchini e ausiliari (Snfa) nasce a Roma nell'aprile 1946, nella provincia di Pesaro i lavoratori che si occupavano di carico e scarico merci, organizzati in "Carovane", erano rappresentati dal 1945 direttamente dalla Camera del lavoro che seguiva, per le Carovane, la definizione delle tariffe per le operazioni di facchinaggio. Nel 1947 il Sindacato provinciale facchini viene costituito a Pesaro, come risulta dal verbale del 24 febbraio 1947, in cui Michele Lugli, segretario del Sindacato provinciale facchini di Pesaro, presiede l'assemblea per la costituzione della Carovana di Mondolfo. La costituzione delle Carovane è curata e seguita dal Sindacato facchini (a Fano nel 1946, nel 1947 a Mondolfo, nel 1965 a Gabicce Mare e Isola di Fano, nel 1968 a Belvedere Fogliense) così come le vertenze e le controversie fra le Carovane stesse.
Dal 1960 il Sindacato facchini di Pesaro, per la costituzione della Carovana portabagagli di Pesaro, adotta lo statuto tipo del Sindacato nazionale in cui si precisa che la Carovana doveva aderire al SNFA ed essere obbligata ad osservarne le norme e che gli iscritti dovevano ritirare la tessera annualmente della Cgil e versare i contributi per le organizzazioni "sindacali verticali e orizzontali". Successivamente il Sindacato facchini di Pesaro elabora un proprio statuto tipo più sintetico in cui vengono omessi i riferimenti agli obblighi nei confronti della Cgil, ma la regolare corresponsione delle quote di tesseramento è documentata dal 1959 al 1975.
Nel 1964 a livello nazionale si costituisce la Federazione italiana facchini e trasportatori ausiliari (Fifta) che unifica il Sindacato nazionale facchini e ausiliari (Snfa) e il Sindacato italiano trasportatori locali (Sitl), mentre nella provincia di Pesaro l'attività del Sindacato provinciale facchini di Pesaro è documentata fino al 1975. Nel 1973 la Fifta, insieme agli altri cinque sindacati dei lavoratori dei trasporti, confluisce nella Fist, che nel 1980 diventerà Filt.

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La FLAI Federazione dei Lavoratori dell’Agroindustria della Cgil si costituisce nel gennaio del 1988, mediante l’accorpamento di Federbraccianti e Filziat (Federazione Italiana Lavoratori Zucchero, Industria Alimentare e Tabacco).

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Al V Congresso della Filia (Federazione italiana lavoratori industrie alimentari, tenuto a Modena nel marzo 1960, si costituisce la Filziat attraverso l'accorpamento di Fiaiza (Federazione italiana addetti industria zucchero e alcool) e Filia. La Filziat ingloba anche il Sindacato tabacchine, anche se al IV Congresso a Caserta del febbraio 1960 la Segretaria Ernestina Soleri si era opposta fermamente e per questo costretta alle dimissioni.